È scattata alle prime luci dell’alba, in contemporanea a Reggio Calabria e a Trento, la vasta operazione dei carabinieri del Ros che ha portato a cinque provvedimenti di fermo e al sequestro di beni per un valore di 13 milioni di euro. Nel mirino degli inquirenti sono finiti quelli che sono ritenuti essere i vertici, luogotenenti e affiliati alla cosca Serraino della ‘ndrangheta.

Ai cinque fermati il procuratore Giovanni Bombardieri e il sostituto della Dda Stefano Musolino contestano l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. I carabinieri del Ros di Reggio Calabria e Trento e gli agenti della squadra mobile reggina stanno eseguendo anche numerose perquisizioni e il sequestro di un esercizio commerciale.

Contestualmente è in corso, in coordinamento investigativo, una corrispondente operazione coordinata dalla Dda di Trento nell’ambito di un’indagine che ha consentito ai carabinieri di accertare l’esistenza e l’operatività di una locale di ‘ndrangheta con influenza sull’intera provincia trentina. Secondo gli investigatori, una proiezione dell’omonima struttura criminale operante a Cardeto ed oggetto dell’operazione in corso a Reggio Calabria. L’inchiesta ha portato all’emissione da parte del Gip di Trento, su richiesta della procura, di un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di 19 soggetti nei confronti dei quali viene ipotizzata anche l’associazione mafiosa.

L'articolo ‘Ndrangheta, blitz tra Reggio Calabria e il Trentino: sgominata la cosca Serraino, cinque arresti e 19 misure cautelari proviene da Il Fatto Quotidiano.



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