Grazie alle minacce, ma anche attraverso prestanomi e collusioni con i dirigenti della struttura, il clan Contini teneva sotto controllo numerose attività dell' ospedale San Giovanni Bosco di Napoli: è quanto emerso da un'indagine del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza e del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri di Napoli (coordinata dal pm della Dda partenopea Alessandra Converso), che ha portato all' arresto di tre presunti affiliati ai Contini e di un avvocato.
I reati contestati ai quattro indagati
L'indagine ha permesso di smascherare ricoveri e certificazioni illegittime, ma anche truffe assicurative, con medici e professionisti compiacenti. E al centro del 'sistema', il clan Contini, uno dei protagonisti del cartello dell'Alleanza di Secondigliano. I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza e del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Napoli hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli nei confronti dei quattro indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso aggravata dal carattere armato, corruzione, falsa testimonianza, false dichiarazioni all'autorità giudiziaria, falsità ideologica in atti pubblici, trasferimento fraudolento di valori, accesso abusivo a sistemi informatici, tentata estorsione, estorsione, usura, riciclaggio e autoriciclaggio. Il provvedimento è stato eseguito nei confronti di tre indagati, mentre per un quarto è ancora in corso.
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