Dopo i disagi di ieri, prosegue anche oggi lo sciopero nazionale di 48 ore proclamato dai tassisti di tutta Italia, in protesta contro il ddl Concorrenza. I taxi si sono fermati per tutta la giornata di martedì e altrettanto fanno oggi. Il nodo è l'articolo 10 del ddl Concorrenza, colpevole a loro avviso di "delegittimare il settore a favore delle multinazionali", come riassunto dallo striscione che ha guidato ieri la manifestazione romana e che recitava: “Draghi, non te lo chiede l'Europa, te lo chiede Uber'. Ma il governo non cede e la viceministra delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Teresa Bellanova ha ribadito che "non è intenzionato a fare lo stralcio dell'articolo 10 del Ddl Concorrenza, ma è disponibile a portare avanti il confronto per chiarire meglio e puntualizzare”. Una voce fuori dal coro è arrivata dalla Lega, che ha spiegato: “La nostra posizione sul ddl è chiara e coerente da sempre: la riforma del trasporto pubblico non di linea non può essere fatta con una legge delega. Una riforma del settore è già stata avviata nel 2019 e siamo ancora in attesa che il governo emani i decreti attuativi. Peraltro non si comprende perché si sia inserito questo tema nel ddl Concorrenza visto che non ce lo chiede l'Ue e non è una riforma prevista dal Pnrr. Questa materia infine è fuori dalle riforme previste dal programma di governo e rischia di diventare un tema altamente divisivo".



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