Joe Biden lo aveva promesso durante la conferenza stampa seguita all’attentato all’aeroporto di Kabul che ha ucciso almeno 200 persone, tra cui 13 militari americani: “Sappiamo dove si trovano le menti dell’attacco, gliela faremo pagare“. Circa 24 ore dopo gli Stati Uniti hanno comunicato di aver ucciso in un attacco con un drone armato in territorio afghano una delle menti dello Stato Islamico nella Provincia del Khorasan, il braccio afghano dell’organizzazione, dietro alla pianificazione della strage allo scalo della capitale. Adesso, però, ad appena tre giorni dall’evacuazione definitiva del personale e dei militari occidentali, l’allerta è ai livelli massimi per paura di ritorsioni del gruppo fondamentalista.
A dare notizia dell’operazione è stato per primo il Pentagono, mentre fonti citate da diversi media americani spiegano che il terrorista colpito dalla reazione Usa è stato uno degli organizzatori dell’attentato all’aeroporto, ma non vi ha preso parte in prima persona. “Le indicazioni iniziali dicono che il target è stato ucciso”, hanno spiegato i militari aggiungendo che, secondo le informazioni raccolte, l’attacco con drone non ha provocato vittime civili. L’operazione è stata condotta dopo l’approvazione del presidente Biden e ad autorizzarla è stato il segretario della Difesa, Lloyd Austin.
Il mezzo armato americano ha infatti preso di mira e colpito un veicolo su cui il terrorista stava viaggiando. Secondo quanto si apprende, l’uomo stava anche organizzando, insieme ad altri componenti del gruppo terrorista, “futuri attacchi” contro civili e militari occidentali. E proprio l’escalation di violenza, un botta e risposta a suon di attacchi, è ciò che l’amministrazione Usa vuole evitare, a tre giorni dall’evacuazione definitiva di tutto il personale straniero e dei collaboratori afghani. Per questo adesso l’ambasciata americana a Kabul ha invitato nuovamente gli americani a “non andare all’aeroporto. I cittadini che sono ora” ad alcuni degli ingressi dello scalo “devono lasciarli immediatamente” perché ci sono “minacce alla sicurezza”.
Intanto, come anticipato nei giorni scorsi dai vertici Taliban, il gruppo che oggi ha in mano il Paese ha invitato tutte le dipendenti del ministero della Sanità Pubblica a riprendere il lavoro, dopo che erano state obbligate a rimanere a casa per “motivi di sicurezza”: “Tutte le dipendenti donne del ministero della Salute, sia nelle province che nella capitale, sono informate che possono riprendere regolarmente il proprio lavoro. L’Emirato Islamico non ha problemi con la ripresa del lavoro”, si legge nella dichiarazione rilasciata dal portavoce Zabihullah Mujahid.
L'articolo Afghanistan, attacco Usa con un drone contro obiettivi Isis: “Uccisa mente dell’attentato di Kabul”. Ora si temono ritorsioni proviene da Il Fatto Quotidiano.
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