Potrà aiutare a capire cosa sia successo e come. È stato identificato e sentito dai carabinieri il bracciante che avrebbe investito, con un mezzo agricolo, le due donne che sono state trovate morte ieri in un campo di mais dopo che una di loro, venerdì mattina, aveva lanciato l’allarme dell’investimento spiegando che l’amica era già morta e lei rimasta ferita. Contestualmente, è stato anche sequestrato il mezzo pesante in questione. Verrà sottoposto a analisi e accertamenti.
Nella tarda serata di sabato sono terminati i sopralluoghi del medico legale incaricato dalla Procura di Lodi e del pm di turno nel campo a San Giuliano Milanese al confine con Locate di Triulzi. Dalla procura di Lodi è disposta l’autopsia sui due cadaveri. Da un primo esame visivo delle salme, secondo gli inquirenti, le ferite mortali sarebbero compatibili con un investimento da mezzo pesante. “Si indaga per cercare di arrivare a chiarire i contorni della vicenda e per identificare il responsabile, lavoreremo anche – ha detto il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro – per cercare di capire anche come mai queste due donne si trovassero lì”. Una delle due straniere era incensurata, l’altra aveva precedenti di polizia per rapina. La telefonata è stata fatta venerdì verso le 11.30. Poi il buio. I militari hanno immediatamente iniziato le ricerche che sono state molto difficili. Si è scoperto così dalle famiglie che le nordafricane erano scomparse e che, però, non era ancora stata presentata un denuncia. La Procura di Lodi aveva subito temuto le loro vite. Sono state intensificati i controlli fino al tragico ritrovamento dei corpi in serata.
L'articolo Donne trovate morte nel campo di mais, identificato e sentito dai carabinieri il bracciante alla guida della trebbiatrice proviene da Il Fatto Quotidiano.
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