La convocazione di Mario Draghi al Quirinale, alle 12, spinge in alto la Borsa che in mattinata ha aperto con il Ftse Mib che ha fatto segnare un +2,95% a 22.733 punti. In attesa dell’incontro tra colui che potrebbe diventare presidente del Consiglio di un nuovo governo tecnico e Sergio Mattarella, il titolo si è intanto attestato a quota 2% a 22.519 punti. Stabile invece lo spread: il differenziale tra Btp e Bund tedeschi in apertura era fermo a 113, con il rendimento del decennale italiano allo 0,65% sul mercato secondario, ma gradualmente è sceso fino a 106 punti base.
Intanto, schizzano i titoli del comparto bancario e assicurativo, in prospettiva di una nuova stabilità politica nel Paese. Su tutti c’è Unipol che fa registrare un +6,3%, seguita da Unicredit (+6%), Intesa (+5,7%), Banco Bpm (+6%) e Bper (+5,7%).
Partenza in rialzo per le principali Borse europee. Nei primi minuti di scambi il Dax di Francoforte sale di quasi lo 0,9% e si avvicina a quota 14mila, mentre il Cac40 e il Ftse 100 avanzano rispettivamente dello 0,81% e dello 0,83%. Il tutto in una giornata in cui si seguono da vicino in Europa le ultime novità sulla crisi di governo italiana. Intanto, a livello societario il mercato sta passando in rassegna alcune trimestrali delle big tech, come Amazon e Alphabet che hanno presentato i risultati ieri a mercati chiusi, e oggi il calendario prevede i numeri di Qualcomm, eBay, PayPal. Stamattina sono arrivate diverse indicazioni anche dall’Europa, con i conti di Siemens e Banco Santander che sono stati diffusi prima dell’avvio degli scambi.
L'articolo Effetto Draghi sulla Borsa: Milano in netto rialzo, +2%. Spread scende a 106 punti. Schizzano i titoli bancari e assicurativi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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