La convocazione di Mario Draghi al Quirinale è per oggi alle 12. Sergio Mattarella incontrerà l’ex presidente della Bce per affidargli l’incarico di “formare un governo che faccia fronte con tempestività alle gravi emergenze non rinviabili“. Fallito il mandato esplorativo di Roberto Fico, ora tocca al governo del presidente. E i partiti dovranno decidere se appoggiarlo o meno in Parlamento. Tra chi si è detto disponibile a collaborare c’è il Partito democratico. I 5 stelle hanno invece detto che “non lo voteranno”, ma la discussione all’interno si prospetta molto tesa tra chi vuole considerare l’appello del capo dello Stato e chi invece si prepara all’opposizione. Disponibile Forza Italia, mentre Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno preso tempo pur lasciando intendere la possibilità di apertura. Ma è presto per parlare di posizioni definitive e le evoluzioni delle prossime ore daranno una prospettiva più chiara.

Salvini non chiude, ma parla di orizzonte elettorale – Il centrodestra si riunirà in mattinata per un nuovo vertice e al termine ci si aspetta che verrà diffusa una posizione unitaria. Anche se all’interno della coalizione le sensibilità sono molto diverse. In mattinata intanto ha parlato il leader del Carroccio: “Si apre una nuova fase. Non abbiamo pregiudizi nei confronti di Draghi. Vogliamo parlare di taglio di tasse e apertura dei cantieri con la prospettiva del voto. Voterà mezza Europa e lo faranno tante città italiane per cui la democrazia non può essere sospesa in questi mesi. Ma non sprechiamoli”.

Il Pd disponibile a collaborare, Orlando: “Protagonisti e non spettatori” – Già ieri sera Zingaretti si è detto disponibile a collaborare e la decisione è destinata ad avere effetti anche sull’alleanza giallorossa. Intanto tra i primi a parlare oggi c’è stato il vicesegretario Pd Andrea Orlando: “Non basta dire ‘è arrivato Draghi, Viva Draghi'”, ha dichiarato all’emittente dem Radio Immagina, “bisogna dare una mano a Draghi perché può sembrare che la forza del nome possa risolvere i problemi, ma è fuorviante. Per far nascere un governo c’è l’esigenza di una convergenza di forze sul programma per il Recovery, ma anche serve una grande capacità di sintonia con il paese per evitare che il rischio di una crisi economiche e sociale che crei una rottura. Bisogna evitare gli errori del passato”. Orlando non ha nascosto la rabbia per come è finita la crisi di governo: “Sarei ipocrita se dicessi che in questo passaggio non c’è anche un po’ di rabbia. Ma poi bisogna passare alla battaglia politica. Noi dobbiamo corrispondere al messaggio del Capo dello stato, ma farlo in modo intelligente e responsabile. Cioè non fare gli spettatori di una cosa che ci è stata suggerita, ma i protagonisti attivi, il che significa registrare le difficoltà che ci troveremo di fronte e prevenirle per risolverle”.

Sempre a sinistra, rimane molto più perplessa invece Leu: “Mi pare molto difficile sostenere un governo di questo tipo”, ha dichiarato Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e parlamentare di Liberi e Uguali, ad Agorà Rai Tre.

CRONACA ORA PER ORA

10.15 – Renzi: “Ora è il momento dei costruttori”


9.50 – Salvini: “Se si vuole in tre mesi si fa tanto per l’Italia”
“Se si vuole in tre mesi si fa tanto per l’Italia”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a Omnibus su La7.

9.45 – Salvini: “Oggi vertice del centrodestra”
“Stamattina ci troveremo con il centrodestra”, tenendo conto che “se la stagione dei Conte, dei Casalino e di Azzolina e’ archiviata e’ stato anche grazie alla compattezza del centrodestra, che non si e’ sfaldato e non si e’ fatto attrarre dalle sirene”. Matteo Salvini, segretario della Lega, lo dice a Omnibus su La7. “Il centrodestra si e’ mosso compatto- ribadisce Salvini- in Parlamento e’ stato determinante quando ancora c’era il governo Conte, quando c’erano da approvare provvedimenti utili al Paese”. Insomma, “ci siamo mossi compatti, continueremo a muoverci compatti”, conclude il segretario della lega

9.30 – Orlando: “C’è rabbia. Ora non dobbiamo fare gli spettatori, ma i protagonisti attivi”
“Sarei ipocrita”, ha detto Orlando a Radio Immagina, “se dicessi che in questo passaggio non c’è anche un po’ di rabbia. Ma poi bisogna passare alla battaglia politica. Noi dobbiamo corrispondere al messaggio del Capo dello stato, ma farlo in modo intelligente e responsabile. Cioè non fare gli spettatori di una cosa che ci e’ stata suggerita, ma i protagonisti attivi, il che significa registrare le difficolta’ che ci troveremo di fronte e prevenirle per risolverle”.

9 – Salvini: “Non abbiamo pregiudizi nei confronti di Draghi”
“Si apre una nuova fase. Non abbiamo pregiudizi nei confronti di Draghi. Vogliamo parlare di taglio di tasse e apertura dei cantieri con la prospettiva del voto. Votera’ mezza Europa e lo faranno tante citta’ italiane per cui la democrazia non puo’ essere sospesa in questi mesi. Ma non sprechiamo questi mesi”. Lo ha detto Matteo Salvini a Omnibus.

L'articolo Draghi al Colle alle 12, diretta – Salvini: “No a pregiudizi, ma l’orizzonte è il voto”. Orlando: “Non basta esultare, bisogna dargli una mano” proviene da Il Fatto Quotidiano.



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