“Stiamo affrontando l’inizio della terza ondata: non possiamo mollare ora, nel momento in cui stiamo mettendo tutto il nostro impegno per accelerare la campagna vaccinale, indispensabile per battere questo terribile virus”. Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, in un post sui social ha ufficializzato così una realtà – la terza ondata di contagi – evocata finora solo da Guido Bertolaso. L’esponente dem, che solo tre giorni fa aveva definito “ragionevole” e “di buon senso” riaprire i ristoranti la sera almeno in zona gialla, ora frena e chiede prudenza. E nell’annunciare l’ordinanza che estende a tutti i comuni della Città Metropolitana di Bologna misure ulteriormente restrittive, da ‘zona arancione scura’, sottolinea che “nell’area bolognese nelle ultime settimane i casi positivi stanno crescendo a un tasso quasi tre volte superiore alla media nazionale. Il virus viaggia soprattutto tra giovani e giovanissimi. Anche i ricoveri in ospedale e in terapia intensiva crescono. Dunque, le nuove misure sono indispensabili, soprattutto di fronte a varianti del virus che comportano una diffusione più estesa e più veloce”.

Ma l’accelerazione dei contagi non riguarda solo le nuove zone rosse o arancione scuro. Sono diverse le Regioni che, visto l’andamento della curva, da lunedì 1° marzo – da ora in poi le ordinanze non entreranno in vigore la domenica ma a inizio settimana – rischiano di passare dalla zona gialla a quella arancione: si tratta di Piemonte, Lombardia e Marche. Mentre Campania ed Emilia Romagna potrebbero finire in rosso. La decisione sarà presa oggi dal ministro della Salute Roberto Speranza dopo il monitoraggio settimanale.

Intanto però la Conferenza delle Regioni ha chiesto al governo di accelerare sulla revisione dei criteri e dei parametri che sono alla base della definizione della colorazione delle diverse fasce di rischio: “Abbiamo chiesto che questo avvenga sin dalle prossime ore”, ha detto Bonaccini, “e che questi lavori arrivino a conclusione nei prossimi giorni. Il Governo si è poi impegnato a garantire la comunicazione delle misure all’inizio della settimana e non più, come accaduto finora, nel weekend: è quanto avevamo richiesto per consentire a cittadini e imprese di conoscere per tempo le misure e organizzarsi. Abbiamo poi apprezzato – ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni – l’impegno ad una concomitanza più stringente fra provvedimenti restrittivi e l’azione per indennizzi e ristori. Positiva anche l’intenzione manifestata dai ministri Gelmini e Speranza ad estendere i ristori anche laddove le restrizioni siano introdotte con ordinanze regionali assunte d’intesa col ministero della salute. Su questo punto – che avevamo posto da tempo – attendiamo però un riscontro positivo anche dal ministero dell’economia”.

L'articolo Covid, Bonaccini: “Siamo all’inizio della terza ondata, non si può mollare ora”. Oggi si decide sul cambio di colore di alcune Regioni proviene da Il Fatto Quotidiano.



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