Se ne va a 70 anni lo storico e critico d’arte Philippe Daverio. Docente e saggista, è stato assessore alla Cultura del comune di Milano dal 1993 al 1997. A dare la notizia della sua morte, avvenuta stanotte all’Istituto dei Tumori del capoluogo lombardo, è la regista e direttrice del teatro Franco Parenti Andree Ruth Shammah. “Amico mio… il tuo silenzio per sempre è un urlo lancinante stamattina”, scrive Shammah su Instagram, pubblicando la dedica che Daverio le ha scritto in calce al suo ultimo libro, La mia Europa a piccoli passi.
Nato il 17 ottobre 1949 a Mulhouse, in Alsazia, Daverio è stato docente, saggista e personaggio televisivo, oltre che storico dell’arte. Assessore del Comune di Milano dal 1993 al 1997 nella giunta Formentini, con le deleghe alla Cultura, al Tempo Libero, all’Educazione e Relazioni Internazionali, si è occupato della ricostruzione del Padiglione d’Arte Contemporanea distrutto a seguito dell’esplosione della bomba del 27 luglio 1993, partendo dalla ricerca degli sponsor al coordinamento degli interventi sia tecnici sia amministrativi. Il programma d’arte e cultura “Passepartout” su Rai3, dal 2002 al 2013, seguito poi da “Il Capitale“, lo resero celebre al grande pubblico. Nel 2008 Vittorio Sgarbi lo aveva nominato “bibliotecario” di Salemi.
Iconici i suoi eccentrici look con l’immancabile papillon: “Arrivato a diciott’anni ho smesso la cravatta e son passato al papillon. È più pratico: non casca nel brodo. Adesso, però, lo confesso, è diventato una mania”, aveva detto in un’intervista.
L'articolo È morto Philippe Daverio, storico e critico d’arte. Aveva 70 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.
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