“Dallo scorso anno sto lavorando a una legge regionale che istituisca contributi per la creazione di una filiera della birra 100% made in Tuscany e, subito dopo le elezioni, la presenterò in Consiglio regionale”. Irene Galletti è candidata dal Movimento 5 stelle alla guida della regione Toscana e una delle battaglie della sua campagna elettorale riguarda la birra artigianale. Come riferisce La Repubblica Firenze, al termine di una visita presso alcuni birrifici tra Pietrasanta, Pisa e Livorno, ha dichiarato che “si tratta di un’eccezionale opportunità di sviluppo per un settore capace di creare posti di lavoro e di fare innovazione produttiva”. Da qui l’idea di creare un fondo ad hoc per “per garantire agli agricoltori i contributi necessari all’acquisto di macchinari per la maltazione dell’orzo e, in generale, all’innovazione dei modelli produttivi”. Ma il problema, secondo il quotidiano, è che la birra è un affare di famiglia. Il compagno della candidata M5s, Francesco Serretti, è socio amministratore della società “Luppolo di mare” che si occupa di coltivazione di cereali e pure di produzione di birra.

L’azienda in realtà avrebbe ottenuto poco più di 2mila euro di finanziamenti di fondi, erogati dall’agenzia regionale Artea, ma rischia comunque di creare un caso. Anche perché la pentastellata ha dichiarato di volersi occupare del dossier birra “come primo impegno in Regione per la nuova giunta” qualora dovesse essere eletta. Il motivo è che “la legge era già pronta”, spiega in un video su Facebook datato 18 luglio, e la discussione è saltata causa Covid. Già il 23 gennaio scorso, infatti, aveva presentato una mozione con oggetto: “Verso la realizzazione di una filiera della birra agricola e artigianale in Toscana”.

Galletti però si difende, spiegando che il suo obiettivo è quello di “favorire una filiera agricola che comporta tante cose e paradossalmente avvantaggerebbe i competitor dell’azienda del mio compagno”. Per esserci “conflitto di interessi“, aggiunge, “dovrebbe avvantaggiarsene solo lui e non tutti come in questo caso. Io poi mi sono occupata molto anche di altre filiere, come la canapa“. Quello dell’agricoltura, spiega, è “un mondo che conosco bene. La verità è che ora c’è voglia di attaccarmi per la vicenda dei rimborsi – conclude – e l’unica cosa che sono riusciti a trovare è questa che era alla luce del sole”.

L'articolo Toscana, il caso della candidata M5s: “Al lavoro per dare fondi a chi produce birra artigianale”. Il suo compagno coltiva luppolo proviene da Il Fatto Quotidiano.



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