A Milano gli studenti dell’istituto comprensivo “Cavalieri” andranno a far lezione al Museo della Scienza; a Roma si farà scuola al Maxxi, al Macro, al Parco archeologico ma anche al Centro studi e Ricerche di via Panisperna a Monti. A Pegli i liceali si trasferiranno al Museo del Mare e a Bologna è stato messo a disposizione un padiglione della Fiera. A Segrate invece stanno pensando di usare il centro civico, i saloni della parrocchia, ma anche gli ex studi Mediaset di Palazzo dei Cigni, e persino i negozi sfitti di proprietà del Fondo Mario Negri.

In tutt’Italia enti locali e scuole stanno lavorando giorno per giorno per trovare spazi alternativi alle aule scolastiche che in molti casi dovranno essere sdoppiate per garantire il distanziamento previsto dalle linee guida del ministero dell’Istruzione.

A far appello ai presidi ad usare spazi diversi dagli edifici scolastici è stata proprio la ministra Lucia Azzolina tanto che nel “Piano scuola” si legge: “Favorire la messa a disposizione di altre strutture o spazi, come parchi, teatri, biblioteche, archivi, cinema, musei, al fine di potervi svolgere attività didattiche complementari a quelle tradizionali, comunque volte a finalità educative”.

Un appello che è stato accolto da molti dirigenti scolastici ma anche da diversi enti e soprattutto dalle diocesi che hanno messo a disposizione le aule del catechismo e gli oratori.

A Roma, Comune, Città Metropolitana e Ufficio scolastico regionale hanno siglato un protocollo d’intesa per l’utilizzo delle aule parrocchiali: oltre quaranta dal centro alla periferia. Nel capoluogo lombardo la Curia ha messo a disposizione degli istituti gli oratori a patto che le scuole provvedano alle spese di pulizia e ai consumi. Sull’attenzione da avere nei confronti della ripresa dell’anno scolastico è emerso chiaro l’invito dei Vescovi alle comunità parrocchiali, ai parroci che hanno disponibilità di strutture, a essere generosi con la scuola in vista delle prossima ripresa della didattica in persona.

Intanto proprio a Milano, è andato in porto il progetto “Il Museo dietro l’angolo” che coinvolge il museo della Scienza e l’istituto comprensivo “Cavalieri” di via Olona. Approfittando dell’emergenza Covid si è creata una preziosa sinergia: da ottobre e per tutto il primo quadrimestre una parte delle lezioni delle materie “stem” ovvero scienze, tecnologia, ingegneria e matematica, saranno svolte negli spazi delle esposizioni permanenti del museo. Nella capitale, invece, al quinto municipio hanno messo a disposizione il cinema “Aquila”, il teatro “Quarticciolo” e alcune ex aule consiliari.

Anche l’università di Padova ha puntato gli occhi sugli spazi alternativi: gli studenti della Scuola di Scienze umane, sociali e del patrimonio culturale faranno lezione al cinema Mpx dove sono stati individuati 379 posti. La diocesi, proprietaria della struttura, ha concesso le sale dal 23 settembre al 22 dicembre dal lunedì al venerdì tutta la giornata, dalle 8 alle 19 per un costo di 83 mila euro più iva che comprende anche tutte le spese di gestione come riscaldamento ed elettricità. A disposizione di studenti e docenti ci saranno arredi con postazioni, impianto audio e multimediale e una persona reperibile in caso di necessità. I locali saranno sanificati due volte al giorno.

La ministra Azzolina è convinta della sua proposta e nei prossimi giorni è prevista la chiusura del protocollo tra il ministero dell’Istruzione e il ministero per i Beni e le attività culturali in merito all’uso di spazi diversi dalle aule scolastiche.

L'articolo Scuola, dagli oratori agli ex studi Mediaset: gli spazi alternativi per le classi dopo il Covid proviene da Il Fatto Quotidiano.



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