Anche l’Italia, come ogni anno, aspettava con trepidazione l’ultimo show del Cirque du Soleil. Le date di “Totem” erano state riprogrammate – come del resto tantissimi altri spettacoli nel nostro Paese – il 25 aprile 2021 a Roma e il 20 giugno 2021 in Piazzale Cuoco. Sarà impossibile però che il pubblico italiano possa applaudire i protagonisti della compagnia. Il circo canadese ha deciso di aprire una procedura per bancarotta in Canada, nel tentativo di sviluppare un piano per riavviare la propria attività. Una crisi che già si era sviluppata prima della pandemia, ma con il fermo di tutti gli spettacoli per le misure di sicurezza e il distanziamento sociale, la situazione è precipitata. Sono stati tagliati 3.480 posti di lavoro, mentre la società tenta disperatamente una operazione per ristrutturare il proprio debito. “Negli ultimi 36 anni il Cirque du Soleil è stato un’organizzazione di grande successo e molto redditizia. Tuttavia, con entrate pari a zero dopo la chiusura forzata di tutti i nostri spettacoli a causa di Covid-19, il management ha dovuto agire con decisione per proteggere il futuro dell’azienda“, ha dichiarato il presidente e amministratore delegato Daniel Lamarre.

A prescindere da come vadano le cose, il Cirque du Soleil ha segnato il mondo dello spettacolo, regalando una versione inedita di una delle arti più antiche ed affascinanti del mondo. Il Cirque du Soleil nasce nel 1984 da una idea dell’ex mangiatore di fuoco, allora 23enne, Guy Laliberté a Montreal con Gilles Ste-Croix e Daniel Gaulthier. L’idea era di reinventare totalmente l’arte circense per diventare poi leader mondiale dell’intrattenimento dal vivo con 190 milioni di spettatori in più di 450 città di oltre 60 Paesi.

Tutto ha avuto inizio a Baie-Saint-Paul, una piccola città vicino alla città di Québec, in Canada. Lì, nei primi anni Ottanta, una banda di personaggi colorati vagava per le strade, camminando su trampoli, danzando, sputando fuoco e suonando. Erano i Les Échassiers de Baie-Saint-Paul, un gruppo teatrale di strada fondato da Gilles Ste-Croix. I cittadini erano già rimasti colpiti e incuriositi da questi giovani artisti, tra i quali c’era Guy Laliberté. Il gruppo nel 1982 ha organizzato La Fête Foraine de Baie-Saint-Paul, un evento culturale in cui gli artisti di strada di tutto il mondo si sono incontrati per animare le strade della città per alcuni giorni. La Fête Foraine è stata replicata nel 1983 e nel 1984. Così Guy Laliberté, Gilles Ste-Croix e i loro colleghi hanno iniziato mettere in piedi un progetto assai ambizioso: creare un circo del Québec e portare la compagnia in giro per il mondo. Nel 1984 a Québec fervono i preparativi per festeggiare il 450esimo anniversario della scoperta del Canada da parte di Jacques Cartier, e c’era bisogno di uno spettacolo per festeggiare al meglio l’evento. Guy Laliberté ha presentato una proposta per uno spettacolo chiamato Cirque du Soleil ed è riuscito a convincere gli organizzatori. Nel 1984 lavoravano 73 persone per il Cirque du Soleil per poi arrivare a 4.500 dipendenti, provenienti da quasi 70 Paesi.

Nel gruppo, artisti provenienti da tutto il mondo: anche centinaia di italiani sono transitati sotto il tendone del Cirque du Soleil. Ad esempio, Simona Randazzo che a Torino faceva il giocoliere a un semaforo per pagarsi gli studi presso l’Atelier Teatro Fisico di Philip Radice, ma anche Marco Senatore di Cava de Tirreni, in provincia di Salerno, assunto, dopo tante audizioni, come sbandieratore, un’arte che ha imparato dall’età di 12 anni.

Il circo canadese ruota attorno a tre cardini principali tra creatività ed arte: mimo, acrobazia e giocoleria. Soprattutto a differenza degli altri circhi non è previsto l’uso degli animali. Il Cirque du Soleil negli anni ha sviluppato anche imponenti produzioni multimediali, parchi a tema ed eventi speciali. La missione del Cirque du Soleil è “invocare l’immaginazione, provocare i sensi ed evocare le emozioni delle persone in tutto il mondo”, come recitava il manifesto artistico della compagnia. Ecco alcune curiosità legate al circo: nella sola sede internazionale di Montreal, c’erano quasi 1.500 dipendenti. Al Cirque si possono trovare più di 100 tipi di professioni. I dipendenti e gli artisti dell’azienda rappresentano più di 70 nazionalità e parlano 25 lingue diverse. Più di 190 milioni di spettatori di tutte le età hanno visto uno spettacolo del Cirque du Soleil dal 1984. Un piccolo record nel 2017: quasi 10 milioni hanno visto uno spettacolo del Cirque. Dal 1992 il Cirque du Soleil non ha ricevuto sovvenzioni dal settore pubblico o privato.

Guy Laliberté è stato un personaggio controverso. Secondo Forbes il suo patrimonio ammonta a 2.5 miliardi di dollari, poi è stato anche insignito di cariche importanti come Cavaliere dell’Ordine Nazionale del Québec, l’Ufficiale dell’Ordine del Canada, Medaglia del Giubileo D’oro di Elisabetta II, Medaglia del Giubileo di diamante di Elisabetta II, appassionato di poker ha frequentato spesso il Casinò di Montreal. Infine è stato arrestato il 12 novembre 2019 a Papeete, capitale dell’Isola di Tahiti, per detenzione di cannabis nella sua isola privata, l’atollo Nukutepipi. È stato rilasciato dopo qualche ora con l’obbligo di comparire a giudizio per le accuse di detenzione, uso e coltivazione di cannabis. Laliberté si è sempre difeso: “Era solo uso personale e terapeutico”. Nel 2015 Guy Laliberté, ha ceduto la maggioranza della società ad un consorzio guidato dal gruppo Usa Tpg e nel quale figura anche la società cinese Fosun. Laliberté mantiene ad oggi una quota di minoranza e continua a partecipare alla direzione strategica e artistica della società.

Tra gli spettacoli più famosi del Cirque du Soleil “Saltimbanco”, “Corteo”, “Alegria” (tra gli show più longevi della compagnia) e “Dralion” oltre agli eventi speciali come “Alla Vita!”, in occasione dell’Expo 2015 a Milano. Lo sbarco nelle sale cinematografiche risale al 2012 con un film in 3D diretto da Andrew Adamson e prodotto dal premio Oscar James Cameron.

L'articolo Cirque Du Soleil, un circo senza animali nato dall’idea di un ex mangiafuoco: la storia è senza lieto fine proviene da Il Fatto Quotidiano.



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