Se è difficile ora dire quando potranno riprendere le attività produttive non essenziali, per scuole e università non c’è la prospettiva di un ritorno alle attività didattiche. Lo ha detto ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la conferenza stampa congiunta con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e lo ha ribadito oggi il ministro della Salute Roberto Speranza: “Siamo ancora nel pieno dell’epidemia. Sarebbe un grave errore abbassare la guardia proprio ora. Si finirebbe – ha spiegato – per vanificare quanto fatto fino ad oggi. I sacrifici di queste settimane sono seri”. Anche molti virologi si sono già espressi a riguardo e tutti concordano nel dire che guardando la curva dei contagi – che rallenta, ma di poco – è prematuro revocare le misure di contenimento il 3 aprile, data in cui scade la validità dei decreti restrittivi varati nelle scorse settimane dal governo per cercare di arginare la diffusione del coronavirus nel nostro Paese.
Per questo è ormai inevitabile una proroga delle misure restrittive: “Le misure in scadenza il 3 aprile inevitabilmente saranno allungate. Penso che in questo momento parlare di riapertura sia inopportuno e irresponsabile”, ha spiegato il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia a L’Intervista di Maria Latella su SkyTg24. Una precisazione che suona come una risposta a quanto dichiarato dal leader di Italia Viva Matteo Renzi, che ieri in un’intervista al quotidiano L’Avvenire aveva parlato di riapertura di “fabbriche, negozi, scuole e chiese” entro il 4 maggio e oggi su Facebook ha rilanciato dicendo che “tra qualche giorno cambieranno posizione e diranno tutti insieme ciò che stiamo dicendo da soli noi oggi”. Intanto la sua proposta è stata bocciata in modo unanime dalla comunità scientifica e non trova supporto neanche tra i partiti. Rispettoso nei toni, ma durissimo nella sostanza il virologo Roberto Burioni, dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, indicato dall’ex premier come un sicuro punto di riferimento sin dall’inizio della crisi. In questo momento, commenta Burioni, la situazione è “ancora talmente grave da rendere irrealistico qualunque progetto di riapertura a breve. Al momento bisogna stare tappati in casa, altrimenti si vanificano i sacrifici che abbiamo fatto fino ad ora, punto e basta”. Netto l’epidemiologo Pierluigi Lopalco: “Il Paese sarà effettivamente al sicuro solo quando l’indice di contagio, il cosiddetto R con zero, sarà inferiore a uno. Difficile stabilire quando accadrà”. Il virologo Fabrizio Pregliasco, ipotizza che per la fine delle misure “realisticamente bisognerà aspettare almeno fine aprile”.
La condizione essenziale per rialzare le saracinesche resta infatti quella del Ro, l’indice di contagiosità del virus, che deve essere inferiore a 1 (un positivo infetta meno di una persona). In ogni caso la riapertura sarà graduale e ci vorrà molto tempo per tornare alla normalità, perché bisognerà impedire la creazione di nuovi focolai, alimentati anche dalla circolazione degli asintomatici. “Gli epidemiologici affermano che si vedono i primi effetti del contenimento. Non siamo però ancora al cambio di fase. Servirà tempo e gradualità”, ha avvisato il ministro Speranza. Ecco perché quindi i primi ad aprire potrebbero essere le imprese legate alle filiere essenziali, farmaceutica ed alimentari, mentre per ultimi discoteche, cinema, locali notturni e teatri.
Conte annuncia misure per l’emergenza alimentare – Nella serata di sabato il premier Conte ha parlato, insieme al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, in una conferenza stampa congiunta durante la quale sono state annunciate nuove misure di soccorso alimentare: buoni spesa, aiuti alimentari, congedi parentali più rapidi. Stanziati 400 milioni per i comuni, col vincolo di destinarlo alle persone “che non hanno i soldi per non fare la spesa”. Da qui, aggiunge Conte, nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari: “C’è una sofferenza sofferenza materiale di chi ha difficoltà ad acquistare genere alimentari e medicine. Per questo abbiamo preparato un provvedimento di grande urgenza”, aggiunge.”Nessuno verrà lasciato solo“, ripetono, assicurando che il governo “sta facendo l’impossibile”. Ha poi sottolineato la ministra Catalfo e l’Inps stanno lavorando “senza sosta” per permettere a tutti i beneficiari della Cassa integrazione di accedervi subito, “entro il 15 aprile e se possibile anche prima”. Infine il presidente è tornato sulla questione riaperture, confermando che non si tornerà a scuola il 4 aprile, come già anticipato dalla ministra Azzolina.
I dati – In Italia sono state superate le diecimila vittime per il coronavirus. Secondo i dati forniti nella quotidiana conferenza stampa della Protezione Civile (dove è tornato Borrelli dopo l’assenza per malattia) sono 10.023 i morti, con un aumento rispetto a ieri di 889, un aumento leggermente inferiore di quello della giornata precedente (969). Attualmente sono 70.065 i malati di Covid-19, 3.651 più di ieri: anche qui, la crescita rallenta, venerdì l’incremento era stato di 4.401. Di questi, 3.856 sono ricoverati in terapia intensiva, 124 in più rispetto a ieri. Oggi si è anche registrato l’incremento di persone guarite più alto dall’inizio dell’epidemia: 1.434, portando il totale a 12.384.
CRONACA ORA PER ORA
12.40 – Il sindaco di Nembro, nella Bergamasca: “Bene il governo, emergenza sempre più rigida”
“Dalle anticipazione mi sembra una misura che mostra un’attenzione a favore dei cittadini, diversamente la situazione diventerebbe complicata da gestire. I Comuni avranno diversi problemi nel far quadrare i bilanci, dovranno modificare le previsione rispetto alle entrate che sono state stravolte”. Così Claudio Cancelli, sindaco di Nembro, il comune in provincia di Bergamo tra i più colpiti per vittime da coronavirus commenta all’Adnkronos le ultime mosse dell’esecutivo. “L’emergenza economica comincia a palesarsi e a cinque settimane dall’inizio dell’emergenza appare sempre più rigida: ci sono persone che evidenziano l’esigenza di un sostegno economico, come aveva un lavoro temporaneo o a chiamata”, spiega.
12.30 – Fontana (Lombardia): “Dal ministro Boccia affermazioni avventate e inopportune”
“Avventate e inopportune”: ha scelto questi due aggettivi il presidente della Lombardia Attilio Fontana per definire le parole del ministro degli Affari regionali Francesco Boccia critiche sul ruolo delle Regioni, rivendicando quanto fatto dalla Lombardia per affrontare l’emergenza coronavirus. “Invito il ministro Boccia a fare il ragionamento inverso. Quale sarebbe la situazione nel Paese se le Regioni non avessero fatto fronte alla emergenza anche nella fase della sottovalutazione del rischio che ha attanagliato il Governo per giorni e giorni? – ha replicato – Basti pensare che in Lombardia abbiamo attivato quasi 1000 terapie intensive da destinare all’emergenza e stiamo lavorando a tutto campo anche per ciò che riguarda le altre necessità. Come ad esempio il reperimento di mascherine e di ventilatori”. “Mi fermo qui – ha aggiunto – perché in questo momento le energie vanno concentrate in altre più gravi direzioni. Trovo comunque avventate e inopportune, soprattutto per quanto riguarda la Lombardia, le affermazioni del ministro Boccia”.
12.15 – Papa Francesco: “Evitare una tragedia nelle carceri”
“Il mio pensiero va in modo speciale a tutte le persone che patiscono la vulnerabilità per essere costrette a vivere in gruppo” come nel caso delle “case di riposo o caserme”. “In modo speciale vorrei menzionare le persone nelle carceri. Ho letto un appunto ufficiale della Commissione dei diritti umani che parla del problema delle carceri sovraffollate” che con la pandemia del coronavirus “potrebbero diventare una tragedia”. Lo ha detto il Papa all’Angelus chiedendo di “prendere le misure necessarie per evitare” queste tragedie.
12.10 – Fnopi: “Circa 4mila infermieri contagiati”
“Tra gli infermieri c’è il maggior numero di operatori sanitari positivi a Covid: circa 4mila. Tra gli infermieri c’è chi muore di Covid per assistere ed essere vicino ai pazienti”. E’ il bilancio di Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi). Commentando il boom di risposte alla chiamata della Protezione Civile per 500 infermieri da mandare a rinforzo dei colleghi impegnati nella trincea contro il nuovo coronavirus, il suo appello è a garantire tutele e protezioni. “Tra gli infermieri il principio è uno solo: prendersi cura. E lo hanno dimostrato nei fatti, chiunque lo ha visto e lo può vedere ogni giorno, purtroppo in un’emergenza a cui nessuno di noi avrebbe voluto mai assistere. Da domani, da quando la Protezione civile selezionerà chi di loro potrà andare ‘al frontè della pandemia, i nostri esperti in maxiemergenze saranno lì, uniti alla task force di cui ora fanno parte i 300 medici scelti con lo stesso criterio, per formare davvero una prima linea d’assalto senza precedenti contro il virus”.
12.05 – Spallanzani: “212 pazienti positivi ricoverati, 24 con assistenza respiratoria”
“I pazienti Covid-19 positivi sono in totale 212. Di questi, 24 pazienti necessitano di supporto respiratorio. In giornata sono previste ulteriori dimissioni di pazienti asintomatici o paucisintomatici. I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali, sono a questa mattina 147”. È quanto si evidenzia nel bollettino di oggi dello Spallanzani di Roma.
12.00 – Il sindaco Sala: “Regionalismo fallito, qui persa capacità di tenuta del territorio”
“Prima del coronavirus a Milano eravamo in un periodo d’oro per molti. Presidiamo la situazione avendo però in testa l’idea del rilancio, con la volontà di essere pronti ad aiutare chi dovrà ripartire”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Beppe Sala, a Rtl102.5. “Nei momenti di crisi – ha aggiunto – si vede come il sistema collassi. In un Paese come il nostro, con comuni, regioni e città metropolitane, il regionalismo a venti regioni è fallito. Oggi nessuna polemica, ma appena si potrà bisognerà discuterne. La domanda è se la classe politica avrà il buonsenso di mettersi insieme attorno a un tavolo. Tra tutte le classi sociali che saranno chiamate a farlo, più che mai la politica sarà chiamata a un prova di maturità”. Sulla sanità lombarda ha aggiunto: “Ha fatto una scelta diversa da quella di Veneto ed Emilia Romagna e ha privilegiato le grandi strutture ospedaliere, si è persa la capacità di tenuta sul territorio del tessuto socio sanitario. Io evito con attenzione qualunque tipo di discussione con il mio collega Attilio Fontana e ci mancherebbe altro, la gente adesso non ce lo perdonerebbe. Ma parlate con i medici di base e sentite quello che dicono, i consultori non ci sono più”, ha concluso Sala.
11.55 – Il sindaco De Magistris: “Da conte importante riconoscimento del ruolo dei sindaci”
“E’ importante il riconoscimento, da parte del presidente Conte, del ruolo dei sindaci come baluardo della coesione sociale e della tenuta democratica del nostro Paese in un momento così delicato”. Lo dichiara il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, commentando le parole del premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa di sabato sera sottolineando “il grande lavoro di squadra fatto da tutti noi sindaci delle Città metropolitane, ieri ci siamo sentiti tutta la giornata. E’ un’altra immagine del Paese da fotografare: tutti i sindaci, da Nord a Sud, stanno facendo un grande lavoro insieme, teniamo la filiera democratica e la coesione sociale in un momento in cui non c’è solo un’epidemia sanitaria, ma anche sociale alla quale far fronte”.
11.50 – Il sindaco De Magistris: “Ora reddito di quarantena fino a fine emergenza”
“Il presidente Conte, il Governo e la maggioranza politica che lo sostiene devono adesso istituire immediatamente il reddito di quarantena almeno fino alla fine dell’emergenza nazionale”. Lo scrive il sindaco di Napoli Luigi de Magistris in un post pubblicato su Facebook nel quale fa il punto sulle decisioni assunte dalla Giunta comunale riunita ieri in videoconferenza. Il “reddito di quarantena”, spiega de Magistris, deve diventare una misura “a sostegno di chi è rimasto privo di reddito e liquidità”.
11.47 – Renzi: “Riaprire tutto entro il 4 maggio? Tra qualche giorno tutti mi daranno ragione”
“Le mie considerazioni di ieri hanno aperto una discussione molto seria e accesa, specie tra chi ha fatto la fatica di leggere o ascoltare e non si è fermato al pregiudizio. Tutto il mondo politico si è scatenato contro i concetti che ho espresso: interessante, vedrete che tra qualche giorno cambieranno posizione e diranno tutti insieme ciò che stiamo dicendo da soli noi oggi”. Lo scrive su Facebook Matteo Renzi. “C’è un’emergenza sanitaria devastante, certo. Ma sullo sfondo c’è un’emergenza economica che si combatte ripartendo in sicurezza con i posti di lavoro, non allargando il reddito di cittadinanza -prosegue il leader di Iv-. Chi fa politica ha il compito di costruire il dopo, non può solo commentare il presente. E il dopo va pensato adesso: altrimenti si rincorrono gli eventi senza prevenirli. Siamo abituati agli attacchi, il tempo sarà galantuomo anche stavolta. Tutti noi vogliamo tornare alla normalità, ma prima dobbiamo riaccendere un interruttore per volta. Voglio dirlo a chi dice di aver fretta, prima mettiamo in sicurezza la sanità e le terapie intensive triplicandole, poi lentamente, ripartendo da alcune attività produttive, riaccendiamo un interruttore per volta. Poi toccherà anche alla popolazione e non escludo che gli scaglioni anagrafici possano essere un metodo”, ha spiegato il ministro delle Regioni.
11.42 – Ministro Boccia: “Inevitabile proroga misure in scadenza il 3 aprile”
“Le misure in scadenza il 3 aprile inevitabilmente saranno allungate. I tempi li deciderà, come è sempre accaduto, il Consiglio dei Ministri sulla base di un’istruttoria che fa la comunità scientifica”.
11.40 – Ministro Boccia: “Parlare di riapertura inopportuno e irresponsabile”
“Le misure in scadenza il 3 aprile inevitabilmente saranno allungate. I tempi li deciderà, come è sempre accaduto, il Consiglio dei ministri sulla base di un’istruttoria che fa la comunità scientifica. Penso che in questo momento parlare di riapertura sia inopportuno e irresponsabile”. Lo ha detto Francesco Boccia a L’Intervista di Maria Latella a SkyTg24. “Tutti noi vogliamo tornare alla normalità, ma prima dobbiamo riaccendere un interruttore per volta. Voglio dirlo a chi dice di aver fretta, prima mettiamo in sicurezza la sanità e le terapie intensive triplicandole, poi lentamente, ripartendo da alcune attività produttive, riaccendiamo un interruttore per volta. Poi toccherà anche alla popolazione e non escludo che gli scaglioni anagrafici possano essere un metodo”, ha spiegato il ministro delle Regioni.
11.35 – Ministro Boccia: “Regioni da sole sarebbero crollate”
“Se l’autonomia è sussidiarietà è un conto, se l’autonomia è fare da soli perché si pensa di fare meglio la risposta è ‘no perché crollì. Nessuna Regione ce l’avrebbe fatta da sola, sarebbero crollate tutte”. Lo ha detto a “L’Intervista di Maria Latella” su Sky TG24 il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. Quanto alle polemiche su mascherine e ventilatori, Boccia ha sottolineato che l’organizzazione della Sanità è regionale, “ma se non ci fosse lo Stato non ci sarebbe quasi nulla se non le cose che erano nei depositi, anche abbastanza modesti e piccoli sui territori”.
11.10 – Speranza: “Siamo ancora nel pieno dell’epidemia”
“Siamo ancora nel pieno dell’epidemia. Sarebbe un grave errore abbassare la guardia proprio ora”. Lo dichiara il ministro della Salute, Roberto Speranza. “Si finirebbe – afferma il ministro – per vanificare quanto fatto fino ad oggi. I sacrifici di queste settimane sono seri. Gli epidemiologici affermano che si vedono i primi effetti del contenimento. Non siamo però ancora al cambio di fase. Servirà – avverte – tempo e gradualità”.
11.05 – 15 ospiti e un’infermiera di una Rsa del Pavesemorti
Sedici vittime in tre settimane. E’ il tragico bilancio registrato alla casa di riposo “Sassi” di Gropello Cairoli (Pavia), in Lomellina. A perdere la vita sono stati 15 ospiti della struttura e un’infermiera di 64 anni. A riportare la notizia è oggi il quotidiano “La Provincia pavese”. L’infermiera è risultata positiva al coronavirus: le sue condizioni sono apparse subito critiche e purtroppo gli sforzi dei medici non hanno potuto salvarla. Per quanto riguardi gli altri morti, tutti anziani ospiti della Rsa, i sintomi sono quelli riconducibili al Covid-19. La direzione della struttura ha spiegato che, su disposizione dell’Ats e della Regione, “non vengono effettuati tamponi ‘post-mortem’ su pazienti anziani già affetti da patologie croniche”. Rimane il lutto per la scomparsa di 16 persone, che ha profondamente scosso la comunità di Gropello Cairoli (Pavia). Nei giorni scorsi si erano registrati anche 12 morti alla casa di riposo “Cortellona” di Mortara (Pavia) e 3 a quella di Varzi (Pavia).
11.00 – Allarme di Confesercenti: “Persi 18 miliardi di ricavi”
“Le imprese italiane sono ormai senza liquidità: il lockdown disposto per contenere i contagi ha portato ad una caduta insostenibile dei ricavi, con una perdita quantificabile in circa 18 miliardi di euro, di cui 11,5 miliardi a carico delle imprese del commercio, del turismo e della ristorazione”. E’ l’allarme lanciato da Confesercenti secondo cui “per arginare questo shock è necessario agire sulla leva del credito, ma i meccanismi di agevolazione ai prestiti messi in campo dal Cura Italia non stanno funzionando”. L’emergenza sanitaria da coronavirus, afferma l’associazione dei commercianti, “è arrivata in una situazione già difficile: solo lo scorso anno, lo stock dei prestiti alle imprese è diminuito di circa 16 miliardi di euro. E il prosciugamento della liquidità causato dal lockdown è destinato a peggiorare: già adesso, su base annua, è plausibile attendersi una contrazione dei consumi delle famiglie di circa 30 miliardi di euro”.
10.45 – Morto un vigile del fuoco in servizio a Parma
Un vigile del fuoco in servizio a Parma è morto dopo essersi ammalato di Coronavirus. A dare la notizia è con un tweet lo stesso Corpo: ” Giorgio Gardini non ce l’ha fatta. Il nostro collega è mancato stanotte dopo essersi ammalato per il #COVIDー19. Il Capo del Corpo Dattilo e tutti i #vigilidelfuoco si stringono al dolore della famiglia di Giorgio e dei colleghi del comando di Parma”.
10.40 – Tre morti in poche ore in un paesino del Teramano
Ancora tre morti, nel giro di poche ore, a Castiglione Messer Raimondo, paesino del Teramano considerato la ‘Vò d’Abruzzò, dove si contano 45 casi di Coronavirus su poco più di duemila abitanti. Con le nuove vittime i decessi salgono a undici, tutti avvenuti negli ultimi dieci giorni. Il paese, martoriato dall’emergenza Covid-19 – si tratta del centro più colpito in Abruzzo in proporzione al numero degli abitanti – è inserito in zona rossa. Anche il sindaco, Vincenzo D’Ercole, 30 anni, uno dei più giovani primi cittadini della regione, è positivo ed è in isolamento a casa.
I nuovi decesso riguardano una donna di 86 anni, un uomo di 90 e uno di 51, vittima più giovane registrata in paese. La prima era ricoverata all’ospedale di Teramo, gli altri due in quello di Atri.
10.35 – 22 i decessi in Calabria
Sono 22 i morti causati dal Covid-19 in Calabria. Nella tarda serata di ieri, infatti, è deceduto un anziano di 80 anni ricoverato al “Grande Ospedale Metropolitano” di Reggio Calabria. Il paziente era stato ricoverato inizialmente a causa di un ictus, poi era stato spostato in Terapia Intensiva per via del coronavirus e altre patologie.
10.30 – Sindaco di Messina De Luca: “Soldi stanziati dal governo sono un’anticipazione di quanto già spetta a Comuni”
“Macché soldi ai Comuni che il premier Conte ha tanto decantato ieri sera. Questo è il gioco delle tre carte, perché i 4,3 miliardi di euro che sono stati annunciati ieri sera dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte non sono altro che l’anticipazione del fondo di solidarietà dei Comuni, cioè sono soldi dei Comuni. In altre parole sono dei fondi, circa 6 miliardi di euro, che già spettano ai Comuni”. A dirlo all’Adnkronos è il sindaco di Messina, Cateno De Luca, che nei giorno scorsi è stato denunciato per vilipendio dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, dopo i suoi numerosi interventi via social per protestare contro l’arrivo di centinaia di persone arrivate sullo Stresso di Messina. “Sono dei fondi dei Comuni – dice – ecco perché parlo del gioco delle tre carte. Conte ha preso 4,3 miliardi e li sta anticipando dando un messaggio sbagliato. Perché questi fondi fanno parte dei precari equilibri di bilancio dei Comuni, e se io li destino per fare azioni di sostegno alle famiglie, ovviamente verranno a mancare per gli equilibri dei bilanci degli stessi Comuni. Realmente non sono somme aggiuntive – spiega ancora Cateno De Luca – ma solo una anticipazione. Vorrei che questo fosse chiaro. Ma ripeto è solo una anticipazione. Con questo ulteriore annuncio, che non si sa quando si concretizzerà, abbiamo creato aspettative tra la gente”.
10.15 – In Veneto 838 casi positivi, 392 i decessi
In Veneto i casi positivi di coronavirus sono saliti oggi a 8358 , 258 in più rispetto a ieri sera, 20064 le persone in isolamento, 1586 i ricoverati negli ospedali, 355 in terapia intensiva , 392 i decessi, 14 in più rispetto a ieri, 715 i pazienti guariti e dimessi. Lo rileva il report della Regione Veneto aggiornato alle ore 8 di oggi.
10.10 – Oltre 10mila controlli solo ieri a Milano
Nella giornata di ieri a Milano sono state controllate 6.434 persone e 4.154 esercizi commerciali, per verificare il rispetto delle norme anti coronavirus. Lo comunica la prefettura, sottolineando che sono state sanzionate 2.063 persone e denunciate 5. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, 4 titolari sono stati denunciati e un’attività chiusa.
10.05 – Volo militare da Fiumicino a Venezia con 240 mascherine
Nel pomeriggio di ieri, su attivazione della Protezione Civile, è stato organizzato in urgenza un trasferimento di materiale sanitario da Fiumicino a Venezia, utilizzando uno dei nuovi Atr72 del Gruppo esplorazione aeromarittima di Pratica di Mare della guardia di finanza. Il velivolo del corpo ha Trasportato 140 colli contenenti 240mila mascherine da consegnare al personale sanitario della Regione Veneto.
10.00 – Virginia Raggi: “I cantieri strategici di Roma non si fermano”
“I cantieri strategici della città non si fermano anche in un momento di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo. Anzi, stiamo cercando di velocizzare i lavori approfittando delle strade libere dal traffico”. Lo scrive su Facebook il sindaco di Roma, Virginia Raggi. “In questi giorni – aggiunge – proseguono gli interventi di restyling della galleria Giovanni XXIII nel tratto in direzione Stadio Olimpico/Salaria. Le tre imprese che si occupano delle manutenzioni hanno iniziato a riqualificare il manto stradale della ‘canna sud’e nei prossimi giorni le operazioni saranno completate sull’intero tratto. Sono già stati sanificati e puliti accuratamente i pannelli fotoriflettenti con l’obiettivo di migliorare l’illuminazione all’interno della galleria e quindi la sicurezza per automobilisti e motociclisti. Nei giorni scorsi gli operai hanno, poi, riposizionato i tombini sul corretto livello della carreggiata, rimosso le barriere di sicurezza danneggiate e bonificato la vegetazione infestante in prossimità delle rampe di ingresso e di uscita”. “Si tratta – conclude Raggi – di interventi attesi da tanti anni, fondamentali per la sicurezza di auto e moto che torneranno a percorrere la galleria quando l’emergenza coronavirus sarà finita”.
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