La quiete è durata 72 ore. A tre giorni dall’esplosione dell’emergenza legata al Coronavirus, si sono incendiati i rapporti tra la Regione Lombardia e il governo di Giuseppe Conte. La miccia è rappresentata dalle parole del premier Giuseppe Conte, che ieri si era detto “pronto a misure che contraggono le prerogative dei governatori” se il coordinamento tra i sistemi sanitari nazionali non fosse riuscito a contenere il virus. Ipotesi contestata a stretto giro sia dal governatore della Lombardia, il leghista Attilio Fontana, che da quello della Liguria, l’ex forzista Giovanni Toti. Nel giorno in cui il presidente del consiglio vede i presidenti delle Regioni, Palazzo Chigi ha provato a gettare acqua sul fuoco facendo sapere che il premier è “pienamente soddisfatto” della collaborazione con gli amministratori locali. “Stop immediato a ogni polemica. In queste ore non ci possono essere maggioranza e opposizione, destra e sinistra, regioni e governo. Dobbiamo solo tutti insieme lavorare per proteggere le persone e superare l’emergenza. Il resto dopo”, ha twittato il ministro dei Beni Culturali, il dem Dario Franceschini.
A infastidire il Pirellone, però, è stata un’altra affermazione del premier, che sempre ieri sera aveva parlato di virus partito da “un focolaio e di lì si è diffuso anche per una gestione di una struttura ospedaliera non del tutto secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi e questo ha contribuito alla diffusione. Noi proseguiamo con massima cautela e rigore”. “Spero che queste uscite siano una voce scappata, senza rendersi conto, oppure vuol dire che il governo inizia ad essere fuori controllo”, dice il leghista Fondana. Quelle del premier, sostiene il governatore ai microfoni di Radio Anch’io, sono “dichiarazioni infondate e inaccettabili”.
Ancora più duro è l’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, secondo il quale quella di Conte è “una dichiarazione inaccettabile da una persona ignorante, perché ignora assolutamente quali erano e sono i protocolli definiti dall’Istituto Superiore di Sanità. Noi abbiamo seguito pedissequamente ciò che era stato determinato dall’ISS e le linee guide del Ministero”. Ai microfoni di Agorà su Rai Tre, l’esponente di Forza Italia attacca Palazzo Chigi: “Il problema è che il Presidente del Consiglio non conosce i protocolli e getta la palla in tribuna per coprire delle falle gigantesche di un sistema di protezione Civile nazionale che non sta dando alcun tipo di risposte ai problemi organizzativi e gestionali che avrebbero dovuto prevedere e predisporre. Noi veniamo in maniera ignobile attaccati da un presidente del Consiglio che non sapendo di cosa parla dice che noi non seguiamo i protocolli, quando Regione Lombardia i protocolli non solo contribuisce a livello nazionale a realizzarli, ma li segue in maniera puntuale”.
Stop immediato a ogni polemica. In queste ore non ci possono essere maggioranza e opposizione, destra e sinistra, regioni e governo. Dobbiamo solo tutti insieme lavorare per proteggere le persone e superare l’emergenza. Il resto dopo. #coronavirus
— Dario Franceschini (@dariofrance) February 25, 2020
Già in un’intervista alla Stampa l’assessore lombardo aveva messo nel mirino la presidenza del consiglio: “Sono assolutamente stupito di questa affermazione del presidente Conte. Francamente spero non sia vera. Noi ci siamo mossi sempre esclusivamente sulla base delle indicazioni definite dal ministero e dal Consiglio superiore della Sanità“. Alle critiche per essersi fatti sfuggire il “paziente zero” e il primo focolaio d’infezione Gallera replica: “Vorrei ricordare invece che il nostro sistema sanitario, in meno di tre ore giovedì sera, dalle 21, momento in cui è scattato l’allarme, ha individuato il supposto paziente zero. E per farlo abbiamo dovuto risalire almeno 200 contatti diretti che sono stati tutti sottoposti a controlli e abbiamo preso in carico 172 persone. Ora se questo al governo sembra una falla a noi è sembrato di aver dimostrato un’efficienza straordinaria, tanto che ce lo ha riconosciuto anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il presidente Mattarella”. “Io non so che film abbiano visto da Roma – prosegue l’Assessore replicando alle critiche – forse le falle sono da altre parti. Per esempio qualcuno ci dovrebbe dire come mai a diverse persone è stato consentito di arrivare nel nostro Paese senza controlli di alcun genere“. Abbiamo bloccato i voli. “Si, ma in altri Paesi europei hanno messo in quarantena tutti quelli che arrivavano dalla Cina a partire dai primi di gennaio. Non vorrei che, siccome prima o poi qualcuno queste domande se le farà, oggi si voglia accusare la gestione più efficiente per coprire le manchevolezze di altri”.
L'articolo Coronavirus, scontro Lombardia – Palazzo Chigi. Fontana: “Da Conte parole inaccettabili. Purtroppo abbiamo seguito protocolli del governo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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