Ara Zobayan era un istruttore e pilota morto esperto, con oltre 8mila ore di volo alle spalle. Ed era lui alla guida dell’elicottero che si è schiantato su una collina di Los Angeles, uccidendo Kobe Bryant e altre otto persone. Secondo quanto emerge dalle indagini, Zobayan aveva cercato di alzarsi in quota per evitare la nebbia, che in quel momento era così fitta da costringere a terra gli elicotteri della polizia.
Associated Press ha intervistato Randy Waldman, istruttore di volo di elicotteri: ritiene che il pilota sia stato confuso dalla nebbia fino a portare il mezzo, un Sikorsky S-76 costruito nel 1991, a precipitare in circa 10 secondi. Poco dopo le 9.40, l’elicottero, salito intanto a oltre 609 metri di quota si è schiantato su una collina alta circa 420 metri, secondo i dati di Flightradar24, a Calabasas, a circa 30 miglia a nord-ovest dal centro di Los Angeles. Quando ha colpito il suolo, l’elicottero stava volando a circa 160 nodi (296 km/h) e scendendo a una velocità di oltre 1219 metri al minuto. Tra le altre cose, gli investigatori esamineranno la storia del pilota, i registri di manutenzione dell’elicottero, i registri del proprietario e dell’operatore.”Quando sei disorientato i tuoi sensi ti dicono la cosa sbagliata, non hai idea di quale sia la direzione verso l’alto o il basso”, ha detto Waldman. “Se il pilota non riesce a vedere oltre il parabrezza, a quel punto l’aspettativa di vita sua e del mezzo sono di circa 10, 15 secondi. Alcuni esperti si sono domandati se il velivolo dovesse o meno decollare: c’era talmente tanta nebbia che anche i mezzi della polizia sono rimasti a terra. Avrebbe potuto rientrare in un punto più sicuro e con maggiore visibilità. Ma spesso chi fa il pilota per lavoro viene pressato dal cliente – ha proseguito-. Si assume dei rischi quando probabilmente non dovrebbero farlo”.
A Zobayan i controllori del traffico aereo avevano detto di rimanere entro un’altitudine di 762 metri. Il pilota non sembrava preoccupato della scarsa visibilità: nel suo ultimo messaggio avvertiva che stava salendo di quota per evitare un banco di nebbia. Poi il silenzio. Pochi minuti dopo una chiamata al 911 avvertiva dell’incidente: un elicottero era stato visto schiantarsi contro una collina e andare in fiamme. Secondo Jerry Kidrick, colonnello in pensione che guidava elicotteri in Iraq e ora insegna alla Embry-Riddle Aeronautical University di Prescott, in Arizona, la risalita e la successiva rapida discesa del mezzo indicano che il pilota fosse disorientato. In queste condizioni, dice, avrebbe dovuto guidare il velivolo utilizzando soltanto gli strumenti a bordo. “È una delle situazioni più pericolose in cui ci si possa trovare – ha detto Kidrick – Spesso il tuo corpo ti dice qualcosa di diverso rispetto a quello che dicono le strumentazioni“.
L'articolo Kobe Bryant, la dinamica dell’incidente: il pilota stava salendo per evitare la nebbia, poi lo schianto. “Era disorientato” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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