Continua a crescere il numero delle vittime del coronavirus: le autorità di Hubei, la provincia più colpita, riferiscono di altre 24 persone morte e di 250 nuovi casi, facendo salire a quota 80 le vittime e a 2.744 i cittadini contagiati. L’ultimo bilancio ha convinto il governo di Pechino a posticipare il rientro dalle festività per il Capodanno cinese di tre giorni fino al 2 febbraio, come parte delle misure adottate per contenere l’epidemia: inizialmente i cittadini cinesi sarebbero dovuti tornare a lavorare venerdì 31 gennaio dopo sette giorni vacanza che ha messo in viaggio milioni di persone. “Questa misura è stata presa per ridurre gli assembramenti e fermare la diffusione dell’epidemia”, ha giustificato la scelta il governo cinese.
Non si tratta della prima precauzione messa in campo dal governo per evitare che il contagio si espanda: dal 22 gennaio i collegamenti aerei, ferroviari e di autobus sono stati sospesi a Wuhan, la città di 11 milioni di abitanti nella Cina centrale dove il virus è stato rilevato per la prima volta il mese scorso. Il blocco ha coinvolto 17 città e oltre 50 milioni di persone. Mentre alle agenzie di viaggio è stato ordinato di annullare i tour di gruppo organizzati per tutta la Cina.
Intanto il premier cinese Li Keqiang è a Wuhan in visita ufficiale, la prima in città di un altro rappresentante del governo: “Sono qui per tirarvi su il morale”, ha dichiarato al Global Times . Per il Consiglio di Stato cinese, il premier sta “controllando e guidando” il lavoro per contenere la diffusione del virus e per “incontrare pazienti” contagiati dal virus. “State facendo di tutto per salvare vite umane – ha aggiunto il premier al personale dell’ospedale Jinyintan – Nell’impegno per salvare vite umane dovete anche proteggere voi stessi”.
Non solo Pechino, altri Paesi hanno adottato misure precauzionali: la Mongolia ha deciso di chiudere i valichi di confine con la Cina e ordinato il rientro di 31 studenti da Wuhan. Secondo l’agenzia stampa Montsame, è vietato il “passaggio sia di auto che di pedoni e, come misura precauzionale, asili, scuole e università resteranno chiuse fino a domenica prossima”. Resta confermato, tuttavia, che in Mongolia non sono stati registrati casi di contagio. Dopo la Mongolia, anche Hong Kong ha annunciato che vieterà l’ingresso ai visitatori nella provincia di Hubei. E ancora: il Giappone, come precisa l’agenzia Kyodo, è pronto a inviare un aereo charter a Wuhan, con ogni probabilità nella giornata di martedì, per consentire ai cittadini nipponici di rientrare in patria. Il governo già nel fine settimana aveva iniziato a fare una stima dei residenti giapponesi a Wuhan riuscendo a contattare 430 dei poco più dei 700 cittadini giapponesi.
L'articolo Coronavirus, salgono a 80 i morti. 2.744 i contagi accertati: Pechino posticipa al 2 febbraio il rientro dalle festività proviene da Il Fatto Quotidiano.
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