Hanno votato poco più di 450mila persone, ma per il centrodestra le elezioni in Umbria sono già un’opportunità per l’assalto al governo. Così era stato in campagna elettorale, così accade anche il giorno dopo le urne che d’altronde hanno consegnato alla Lega e alla sua candidata Donatella Tesei una vittoria schiacciante, con uno scarto di 20 punti percentuali rispetto al risultato raggiunto dall’alleanza M5s-Pd. “Questo non è un governo che rappresenta il popolo italiano, mi rifiuto di pensare ad altre alternative che non siano le elezioni“: se nella notte Matteo Salvini esultava per il risultato, al mattino già chiede la testa di Giuseppe Conte. “Un altro presidente del Consiglio calato dall’alto. Speriamo proprio di no. La festa in Umbria è durata stanotte, ma noi stiamo già lavorando”, dice il leader del Carroccio a 24 Mattino in onda su Radio 24.
Mentre nella maggioranza si apre il dibattito sulla possibilità di replicare in futuro l’esperimento dell’alleanza civica, il centrodestra si compatta e chiede il voto nazionale. Le elezioni in Umbria danno “un segnale molto chiaro a questo governo, io fossi Conte non avrei dubbi e rassegnerei le dimissioni più velocemente della luce, dopo un segnale che arriva da una Regione tra l’altro storicamente schierata a sinistra”, attacca Giorgia Meloni, l’altra grande vincitrice con Fratelli d’Italia terza forza al 10,4 per cento. Prova a vedere il lato positivo anche Forza Italia, relegata minoranza (con il 5,5%) nella coalizione: “Tantissima gente è andata a votare, per una forte motivazione: dire no a questo governo e sì a uno del centrodestra unito“, dice il vicepresidente di Fi, Antonio Tajani, intervistato dal Corriere della Sera.
A parlare di vittoria del centrodestra è anche lo stesso Salvini: “È una squadra e se qualcuno cresce o crescerà la prossima volta, l’importante è che vinca la squadra. Sono contento se qualcuno ha preso voti in più e se qualcuno ha fatto qualche passo indietro recupererà la prossima volta”, dice a Radio 24. “La Lega da sola avrebbe vinto su Pd più M5s, ma si vince insieme“, rimarca Salvini. Che poi attacca i Cinquestelle: “Ha dimezzato i voti in Umbria perché è il partito dei no a tutto”.
Sul crollo del M5s (fermo al 7,4%) si concentra anche Meloni: “Abbiamo battuto i Cinquestelle perché hanno tradito il loro elettorato, tanti italiani, tutti gli umbri, era inevitabile che gli umbri voltassero loro le spalle. Cosa che penso si apprestino a fare tutti gli italiani quando sarà consentito loro di votare. Quindi sono contenta ed entusiasta del risultato di Fratelli d’Italia”. Su eventuali contraccolpi per il governo torna invece Tajani: “Il segnale è molto duro per loro. Ed è l’ennesimo. Abbiamo vinto tutte le elezioni regionali, è chiaro quello che gli italiani chiedono: non una manovra di tasse né un governo senza linea comune. Vogliono chi, come la piazza di San Giovanni, rappresenta una politica comune“.
Le reazioni dei leader del centrodestra non si discostano da quelli che erano stati i commenti a caldo dopo le prime proiezioni: “Qualcuno stanotte a Roma avrà qualcosa su cui riflettere. Gli italiani non amano i traditori e i poltronisti“, aveva detto Salvini. “Questo sonoro ceffone al governo rossogiallo la dice lunga su quello che gli italiani pensano. Fossi in Conte domattina rassegnerei le dimissioni”, dichiarava giàMeloni. Solo Silvio Berlusconi si è limitato a un tweet in cui evoca i comunisti: “Dall’Umbria dopo mezzo secolo una svolta storica: anche nelle tradizionali Regioni rosse il centro-destra unito rappresenta l’ampia maggioranza degli elettori. La nostra alleanza è il futuro dell’Italia e ha il diritto-dovere di governare il Paese”.
L'articolo Elezioni Umbria, Salvini guarda già a Roma: “Governo non rappresenta il popolo, ora il voto”. Meloni: “Fossi Conte mi dimetterei” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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