La sessione autografi con i campioni che poche ore dopo saranno alla guida delle monoposto sullo storico circuito di Monza? A pagamento. Anche se sei disabile. C’è una situazione spiacevole che si sta delineando in occasione del prossimo Gp di Formula 1 sul circuito brianzolo. Quest’anno avere la possibilità di incontrare Lewis Hamilton, Sebastian Vettel e Max Verstappen nel consueto faccia a faccia con i tifosi del giovedì pomeriggio sarà più difficile e soprattutto sarà consentito solo pagando. Insomma, stop alle agevolazioni che il circuito brianzolo negli anni aveva garantito ai disabili.

“Nella F1 Fan Zone dietro la tribuna centrale hanno deciso di fatto di discriminare i disabili che non deambulano dicendo che devono per forza avere un abbonamento di 3 giorni per la tribuna. Peccato che per chi vive su una carrozzina è impossibile perché per loro non esiste nessun tipo di abbonamento specifico. Così per accedere all’area dedicata alle foto e agli autografi sono costretti a dover pagare a prezzo intero l’abbonamento valido per tutto il weekend”, denuncia a Ilfattoquotidiano.it Pietro Ravasi, responsabile tecnico carrozzine elettriche A.S. Sharks Monza Onlus e meccanico della Nazionale italiana di Powerchair Hockey campione del mondo nel 2018. La delusione dei disabili sta mondando in rete, con diversi messaggi di disapprovazione per la nuova modalità a pagamento della sessione autografi piovuti sulla pagina Facebook Monza Eni Circuit.

Ma come funzionava fino allo scorso anno? Il giovedì pomeriggio che precede il Gran Premio la corsia box veniva aperta al pubblico e i disabili potevano entrare gratis insieme ad un accompagnatore maggiorenne, con le dovute misure di sicurezza, e potevano ammirare sia le macchine da vicino che incontrare i piloti per poter scattare selfie e fare autografi con loro. “Prima occorreva accreditarsi online gratuitamente e inviare un documento che attestasse la propria invalidità. Ora è cambiato tutto: è obbligatorio comprare un abbonamento tre giorni tribuna, non prato o di altri settori, con costi proibitivi“, spiega Ravasi, da anni anche accompagnatore di persone disabili in occasione del Gran Premio d’Italia. Inoltre, aggiunge, è necessario “acquistare anche un secondo abbonamento dello stesso tipo per l’accompagnatore, figura fondamentale per quasi tutte le persone che vivono su una carrozzina”.

In questo modo, dice ancora, “molti disabili non potranno più partecipare all’autograph session perché in pochi possono permettersi il pagamento di due ticket così onerosi. Altro che promuovere l’inclusione dei disabili, qui è in atto una vera discriminazione”. Ilfattoquotidiano.it ha contattato l’Autodromo per chiedere spiegazioni in merito e dal circuito hanno spiegato che “i cambiamenti sono stati resi necessari per questioni di sicurezza e che sono messi a disposizione 600 tagliandi”. “Il problema – conclude Ravasi – non è la quantità di biglietti disponibili per disabili non deambulanti ma le modalità di ingresso a pagamento. Mi auguro che l’organizzazione del circuito possa intervenire per risolvere il grave problema che va a colpire persone che chiedono solo di continuare a incontrare gratuitamente i piloti di Formula Uno come facevano gli altri anni”.

L'articolo Formula Uno, la denuncia: “A Monza anche i disabili costretti a pagare per incontrare piloti nella Fan Zone e sperare in un autografo” proviene da Il Fatto Quotidiano.



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