Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha detto che se il suo collega francese Emmanuel Macron vuole che che si discuta l’assistenza del G7 per combattere la deforestazione in Amazzonia, come ha proposto al G7 di Biarritz, deve ritirare “gli insulti” che gli ha rivolto e rispettare la sovranità nazionale del Brasile sul suo territorio. Il 27 agosto Bolsonaro aveva dichiarato di voler rifiutare i 20 milioni di dollari offerti, accusando l’inquilino dell’Eliseo di avere mire “imperialiste e colonialiste”. Ora conferma che per accogliere i milioni che gli sono stati messi su un piatto d’argento, pretende che la Francia si cosparga il capo di cenere.

Il ministro della Casa civile (l’equivalente di un primo ministro), il democratico Onyx Lorenzoni, aveva detto che il Brasile intende respingere l’offerta economica per la lotta alla deforestazione presentata al vertice. Bolsonaro, riferendosi alle dichiarazioni del membro del congresso federale, ha fissato, rispondendo alle domande dei cronisti, quelle che considera le condizioni necessarie “per discutere o accettare qualsiasi cosa che venga dalla Francia”: “Anzitutto, il signor Macron deve ritirare gli insulti che ha rivolto alla mia persona”, ha spiegato il presidente brasiliano, dopo che era stato proprio lui ad aver pubblicamente offeso la premiere dame Brigitte, in un post su Facebook con commenti sessisti riferiti al suo aspetto fisico.

“Che prima Macron ritiri le sue dichiarazioni, poi faccia la sua offerta e allora io gli rispondo”, ha ribadito Bolsonaro insistendo sul fatto che vuole chiarimenti perché “come mi risulta dalle informazioni di cui dispongo, la nostra sovranità sull’Amazzonia è messa in discussione”. “Mi ha dato del bugiardo“, ha protestato infine.

Lo scorso 24 agosto, l’Eliseo ha diffuso una nota nella quale ha dichiarato che “Bolsonaro ha mentito al vertice del G20 di giugno a Osaka, decidendo di non rispettare i suoi impegni sul clima e di non impegnarsi per la biodiversità”. Durante il vertice di Biarritz, inoltre, Macron ha parlato della possibilità che “uno Stato sovrano” possa prendere “in modo chiaro e concreto misure che si oppongono all’interesse dell’intero pianeta”, segnalando che “associazioni, ong e attori internazionali, anche giudiziari, questionano da anni se è possibile definire uno statuto internazionale per l’Amazzonia”.

Il portavoce presidenziale brasiliano, Otavio Rego Barrios, rifiutandosi di rispondere a domande dirette sulla pretesa di scuse di Bolsonaro da parte dell’Eliseo, aveva inizialmente lasciato intendere che la richiesta di scuse personali da parte del suo collega brasiliano non fosse una condizione necessaria perché si stabilisca un dialogo del Brasile con il G7 sull’offerta dei 20 milioni. “Qualsiasi risorsa che venga dall’estero per aiutarci nella nostra attuale lotta contro gli incendi è benvenuta”, ha dichiarato, salvo poi specificare che “qualsiasi leader che non sia il leader del nostro paese e che fa commenti su come il nostro governo deve definire le sue azioni deve capire che qui esiste una amministrazione che sa quali sono le sue necessità e che accetterà queste risorse se si valuta che la loro gestione sarà nostra”.

L'articolo Amazzonia in fiamme, Bolsonaro: “Macron deve ritirare i suoi insulti, se vuole che io accetti gli aiuti del G7” proviene da Il Fatto Quotidiano.



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