Morì cadendo da un viadotto vicino a Fossano nel luglio 2016, pochi giorni dopo essere stato interrogato dalla procura di Torino sui rapporti tra ‘ndrangheta e la curva della Juventus. A quasi tre anni di distanza, dopo che il caso era stato archiviato come suicidio, la salma di Raffaello Bucci, ex capo ultrà bianconero e poi consulente del club per i rapporti con la tifoseria, è stata riesumata.
Il corpo, seppellito nel cimitero di Cuneo, è stato portato nella camera mortuaria del cimitero, rimasto chiuso per consentire l’esumazione, dove ora è in corso l’autopsia. A chiedere di far luce sulla sua morte era stata la compagna, Gabriella, a un anno di distanza dalla scomparsa.
Quarantun’anni, originario di San Severo in provincia di Foggia, Bucci era considerato uno dei nuovi capi del più importante gruppo ultras della Juve, i Drughi. Come spesso accade ai leader delle curve, anche la sua ‘carriera’ da ultrà aveva compiuto una vertiginosa ascesa: nel 2015 la società bianconera lo aveva “promosso” come consulente del club per gestire i rapporti con la tifoseria.
L'articolo Raffaello Bucci, riesumata la salma dell’ex ultrà Juve morto dopo interrogatorio sui rapporti tra ‘ndrangheta e curva proviene da Il Fatto Quotidiano.
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