È partita all’alba la nave Sea Watch 3, rimasta bloccata in mare una settimana di fronte alle coste di Siracusa. L’imbarcazione con i 47 migranti è diretta verso Catania dove dovrebbe arrivare in mattinata. La nave, scortata dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di finanza, viaggia a 5 chilometri l’ora. La partenza era prevista per le 21, ma un guasto al verricello dell’ancora ha ritardato le operazioni. Il capo missione SeaWatch3 avrebbe chiesto di partire più tardi per fare riposare l’equipaggio, ma la capitaneria di porto ha ribadito l’ordine di levare le ancore e di dirigersi verso Catania.

L’ordine di muoversi verso il porto siciliano è arrivato mercoledì 30 gennaio nel pomeriggio. A darne notizia è stato lo stesso Viminale che ha specificato il motivo della scelta: a Catania ci sono centri ministeriali per l’accoglienza dei minori. Quindici in tutto quelli a bordo, il più piccolo Mamadou ha 14 anni e mezzo. I maggiorenni, invece, una volta a terra saranno immediatamente trasferiti all’hotspot di Messina.

Il via libera allo sbarco è stato dato dopo un lungo braccio di ferro, durato otto giorni, tra l’Italia e l’Unione europea. I 47 passeggeri, grazie all’accordo raggiunto a Cipro dal premier Giuseppe Conte, saranno distribuiti tra sei paesi, Germania, Francia, Portogallo, Romania, Lussemburgo e Malta. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, parlando ieri della vicenda, ha aggiunto un settimo paese: la Lituania. Con l’Italia, che partecipa alla distribuzione, si tratta quindi di sei persone per ogni paese.

Il leader leghista ha esultato per la “missione compiuta”, auspicando poi a un’indagine sul comportamento della ong. Obiettivo: arrivare al sequestro dell’ultima nave umanitaria rimasta nel Mediterraneo centrale. Non solo, il vicepremier, secondo quanto dichiarato, sta lavorando anche ad individuare “una procedura standard” per impedire l’ingresso delle navi ong nelle acque territoriali italiane.

Sulla Sea Watch c’è gioia per l’atteso sbarco ma anche rabbia. Johannes Bayer, ceo della ong, si dice “felice per i nostri ospiti che il calvario stia ora arrivando al termine, ma rimane un giorno vergognoso per l’Europa. I diritti umani non sono negoziabili, sulle persone non si dovrebbe mercanteggiare”. Il medico di bordo denuncia “gravi conseguenze mentali” per i naufraghi “dopo dieci giorni in mare”. Per il cardinal Bassetti, presidente della Cei, “che in un gigante come l’Europa, dove ci sono le nazioni che hanno maggior benessere del mondo, si debba tergiversare tanto per accogliere 47 poveracci, di cui diversi bambini, è veramente una sofferenza immensa”.

L'articolo Sea Watch, partenza all’alba per Catania: arrivo atteso in mattinata. Dopo lo sbarco Salvini punta al sequestro della nave proviene da Il Fatto Quotidiano.



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