Una lista di dieci desideri per il nuovo anno.

1) Che vada in crisi al più presto il governo Salvimaio. Una buona occasione potrebbe essere offerta dal voto sull’autonomia delle Regioni. Speriamo accada al più presto, possibilmente ancora prima delle elezioni europee. Diamo modo ai Cinquestelle di sviluppare gli elementi migliori della loro identità abbandonando il soffocante e mortifero abbraccio con Salvini.

2) Che Matteo Orfini la smetta di danneggiare il nostro patrimonio politico e culturale intonando “Bella Ciao” e che la Boschi smetta di atteggiarsi a madrina degli oppressi. Che Renzi si tolga definitivamente dalle scatole.

3) Che venga isolato il regime segregazionista di Netanyahu e si dia vita a un movimento internazionale senza precedenti per i diritti dei Palestinesi, trascinando i governanti israeliani di fronte alla Corte penale internazionale.

4) Che Assad decida di difendere il territorio siriano contro Erdogan e faccia un accordo con i Kurdi per una Siria rinnovata, profondamente democratica e unita.

5) Che Erdogan decida di liberare i prigionieri politici, compreso Ocalan, e inizi una nuova tornata di negoziati con i Kurdi per una Turchia democratica e federale.

6) Che vengano liberati i prigionieri politici catalani e governo e indipendentisti comincino un negoziato per un profondo rinnovamento del patto costituzionale e l’eliminazione di ogni scoria del franchismo.

7) Che Trump sia sottoposto ad impeachment e gli Stati Uniti eleggano una nuova presidente donna (non Hillary Clinton ovviamente), espressione delle tradizioni realmente popolari e democratiche di quel Paese. Che l’Italia smetta di essere una colonia statunitense e svolga autonomamente una politica di pace, cooperazione e dialogo con la Russia.

8) Che finiscano le sanzioni degli Stati Uniti contro Cuba e Venezuela. Che Bolsonaro e Macri, come pure Duque e Piñeira, siano sconfitti e possa riprendere il processo di integrazione latinoamericana.

9) Che, sull’esempio dei gilet gialli francesi, cominci in Europa una nuova stagione di lotte sociali per porre fine al neoliberismo e riprendere su basi totalmente nuove il processo di integrazione europea.

10) Che finiscano le sofferenze dei migranti, siano riaperti i porti, sia imposto l’obbligo di salvataggio in mare e si dia vita a una nuova stagione di integrazione, con la concessione della cittadinanza alle seconde e terze generazioni e la ripresa di un modello di accoglienza diffuso, riprendendo l’esempio di Riace.

Dieci desideri per un mondo migliore e più giusto, per metterci in condizione di lottare contro i veri pericoli che minacciano l’umanità: degrado ambientale, diseguaglianza sociale, predominio crescente di poteri finanziari e mafiosi.

L'articolo Cosa vorrei dal 2019. Un programma politico per il nuovo anno proviene da Il Fatto Quotidiano.



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