“Io avrei preferito un livello di deficit più basso, ma da ministro, non da economista. Da economista avrei scelto 2,4 o 2,5% perché bisogna contrastare il rallentamento dell’economia, ma da ministro avrei preferito un livello più basso per prima cosa perché forse non serviva“. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, partecipando alla festa del Foglio a Firenze, ha spiegato così il dilemma davanti al quale si è trovato quando ha deciso di fissare il deficit/pil per il 2019 al livello che ha poi innescato lo scontro con la Commissione Ue.

Tria ha anche commentato le reazioni alle parole di Mario Draghi sullo spread e i rischi per le banche italiane, dicendosi convinto che “ha commentato la realtà come banchiere centrale. Non ha detto niente di strano. E’ chiaro che lo spread a questo livello è dannoso. Ma come facciamo a farlo scendere? Basta abbassare il deficit al 2,2%? Può contare nei rapporti con Europa, ma i decimali non credo preoccupino i mercati”.

In caso di crisi delle banche “il governo deve in un modo o nell’altro intervenire, dire come non è possibile, se un ministro lo facesse turberebbe il mercato“.

L'articolo Tria: “Da ministro avrei preferito deficit/pil più basso, da economista più alto. Draghi? Non ha detto nulla di strano” proviene da Il Fatto Quotidiano.



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