Pubblicamente nessuna intesa, in privato la corsa alle trattative dell’ultimo minuto per riuscire a far partire un “governo politico”. L’ennesima giornata di crisi in Italia è ancora una volta dedicata all’attesa. Il premier incaricato Carlo Cottarelli ha visto in mattinata Sergio Mattarella e ha rimandato la consegna della lista dei ministri: se entro stasera, sono le ultime indiscrezioni, non si sarà concretizzata una soluzione tra Lega e M5s, allora si procederà con l’esecutivo tecnico. La strada politica è molto difficile, ma ancora possibile: Luigi Di Maio insiste con lo schema Conte (ma senza il ministro della discordia Paolo Savona), mentre Matteo Salvini chiude al “mercato” e “invoca il voto subito ma non a luglio”. La Lega intanto in parallelo, con Giancarlo Giorgetti da regista, evoca “soluzioni di emergenza” che non sarebbero ostacolate. E tra queste potrebbe esserci la soluzione di far partire l’esecutivo Cottarelli per arrivare in modo ordinato al voto a settembre. Ma quest’ultima via è molto scivolosa: “La non sfiducia tecnica?”, ha detto Di Maio. “E’ pratica da prima Repubblica”. Il Carroccio questa volta, se ci fosse una soluzione politica, vuole la leadership. I grillini per qualsiasi via libera devono aspettare l’assemblea congiunta con i parlamentari alle 19.
La strada del governo tecnico – E’ quella designata dopo il fallimento dell’incarico a Giuseppe Conte e anche la soluzione che tutti si attendevano fino a ieri pomeriggio. Carlo Cottarelli però, d’accordo con il Colle, ha preso tempo per vedere se effettivamente ci possano essere altre formazioni politiche capaci di avere la maggioranza in assemblea. Il rischio è quello di mandare un premier sfiduciato in partenza alla resa dei conti in Parlamento e trovarsi con un presidente del Consiglio che non raccoglie nemmeno un voto o quasi. L’ipotesi, per evitare il caso e progettare con calma la data del voto in autunno, è quella di farlo partire astenendosi o uscendo dall’Aula: il Carroccio sta valutando l’opzione, ma i 5 stelle sembrano non intenzionati a farlo. Il timore di entrambi è che uno dei due voti contro e usi la carta del sostegno al tecnico in campagna elettorale.
La strada del governo politico – La via del governo politico rimane molto complicata, ma non è impossibile. Ieri sera Luigi Di Maio ha dato il primo segnale pubblico: ha rinnegato l’impeachment e ha detto di essere “disponibile a dialogare con il Colle”. Una posizione che però Salvini ha smentito pubblicamente: “Di Maio riapre? A chi? A che cosa? Non è che siamo al mercato”, ha detto in una diretta Facebook dal mercato di Pisa. “Io ho una dignità e una serietà, abbiamo rinunciato a posti, poltrone, presidenze, ministeri per mantenere la parola data agli italiani, ci hanno detto no, no, no. Ora spieghi Mattarella come uscirne, noi a disposizione per accompagnare il Paese al voto il prima possibile”. Poi, lui che ieri aveva preso le distanze da “chi minaccia e insulta il Colle” ha rilanciato la proposta del Carroccio: “Andremo in piazza per chiedere l’elezione diretta del presidente della Repubblica“. E ha concluso chiudendo gli spiragli di un governo politico: “Ci abbiamo lavorato un mese, ci hanno detto questo ministro non va bene, quell’altro ministro non va bene, deve essere simpatico alla Merkel, a Macron, ai commissari europei. Ragazzi, l’Italia non è un paese schiavo di nessuno. I tedeschi si facciano gli affari dei tedeschi, i francesi gli affari dei francesi che all’Italia pensiamo noi. Sono stato per settimane a Roma cercando di costruire un governo, è stato uno sforzo inutile torno in mezzo agli italiani e quello che non ci hanno fatto fare settimana scorsa lo faremo a furor di popolo tra due-tre mesi”.
CRONACA ORA PER ORA
Ore 16 – Osservatorio romano: “Scenario sempre più confuso”
“Lo spread apre a 270 punti, in calo rispetto a ieri, e le borse sembrano riprendere fiato. Ma la crisi italiana è tutt’altro che risolta e lo scenario appare sempre più confuso”. Lo scrive l’Osservatore Romano dedicando anche oggi un intervento alla crisi politica italiana. Il giornale della Santa Sede dedica alla crisi politica italiana un articolo in prima pagina dal titolo: “Incerta la soluzione della crisi politica in Italia”. L’Osservatore Romano ricorda anche le affermazioni di ieri dell’eurocommissario Gunther Oettinger, riferisce delle successive scuse “ma in un momento come questo – commenta il giornale vaticano – l’ultima cosa che le istituzioni dell’Ue devono mostrare verso i cittadini europei è quella sprezzante distanza di cui sono spesso accusate”.
Ore 15.40 – Salvini: “Governo politico con squadra e programma già presentato”
“Come Lega le abbiamo provate tutte per dare un governo a questo Paese. Con il centrodestra non andava bene, con i Cinque Stelle non andava bene. Noi ci siamo. Basta che non perdano più tempo e non prendano più in giro le persone. O si beccano il programma e la squadra che abbiamo presentato oppure facciano altro e ci facciano votare”. Il segretario della Lega Matteo Salvini a Sarzana.
Ore 15.10 – Stato maggiore M5s valuta stop a Savona per far partire Conte
Ore 15 – Di Maio: “Chi parla di non sfiducia tecnica rievoca pratiche da prima Repubblica”
“Chi parla di non sfiducia tecnica rievoca pratiche che erano mal digerite perfino nella prima Repubblica. Figuriamoci nella terza”. Così Luigi Di Maio, all’Adnkronos, circa le voci che vorrebbero la Lega decisa ad astenersi nel caso di un eventuale voto di fiducia al governo Cottarelli.
Ore 13.40 – Di Maio: “Il M5s alle elezioni è sempre andato da solo”
“Non abbiamo fatto una alleanza e non stiamo facendo un’alleanza. Abbiamo portato avanti un contratto di governo in cui abbiamo messo i punti sui quali eravamo d’accordo. Il M5s alle elezioni è sempre andato da solo, noi e la Lega siamo forze politiche alternative e io spero di avere l’autonomia per governare da solo, anche perché le percentuali cambieranno. Ovviamente se così non fosse, c’è il contratto che volevamo realizzare e spero che si possa fare in futuro”. Così Luigi Di Maio in un’intervista a Fanpage. Cosa accadrà quando si tornerà al Colle dopo un eventuale voto anticipato? “È molto probabile che Savona in qualche modo ritorni nel dibattito pubblico, anche perché è diventato un simbolo di quella battaglia sulla sovranità, una vicenda più grande dei semplici nomi, aggiunge Di Maio.
Ore 13.33 – Giorgetti: “Un governo politico? Ci abbiamo provato e non ci siamo riusciti”
“Un governo politico? Ci abbiamo provato, non ci siamo riusciti”. Lo dice il capogruppo della Lega alla Camera Giancarlo Giorgetti a chi gli chiede come debbano essere interpretate le indiscrezioni circa l’attesa del premier incaricato per un governo politico. Anche riguardo alla possibilità che si formi un governo del centrodestra Giorgetti ha tagliato corto: “Sono solo voci”.
Ore 13.30 – Gabrielli: “Nessuna preoccupazione per le piazze”
“Pure essendo consapevoli del momento particolare che vive il Paese, il sistema di sicurezza sta vivendo questa situazione con la dovuta attenzione ma anche con la giusta calma: ci sono dinamiche che attengono alla vita democratica del Paese che guardiamo con estrema attenzione, ma non c’è nessun innalzamento, nessuna preoccupazione di piazze più o meno effervescenti”. Lo ha detto il capo della Polizia Franco Gabrielli rispondendo a una domanda sulle manifestazioni in occasione del 2 giugno.
Ore 12.45 – Renzi twitta Salvini #neuro
Ha detto Salvini che non farà mai un governo con me neanche a pagamento. Matteo, tranquillo: io con te nemmeno gratis #neuro
— Matteo Renzi (@matteorenzi) May 30, 2018
Ore 12.30 – Salvini: “La dignità non vale 10 ministeri”
Il governo “ho voglia di farlo ma senza mai svendere la mia e la vostra dignità. La dignità non vale 10 ministeri”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini che poi, ha aggiunto: “Quando ci hanno detto di togliere Savona, perché avrebbe detto qualche parola contro l’euro, ho detto no”. “Stiamo morendo di vincoli europei e di assurdità europee, se voglio cambiare le regole in Ue con chi lo faccio con l’ennesimo servo? No, scelgo uno con le spalle larghe e senza debiti con nessuno”, ha aggiunto.
Ore 12.10 – Di Maio: “Due strade, o parte il governo Conte o torniamo al voto”
“Noi siamo stati responsabili e chiamiamo tutti alla responsabilità”. Lo dice Luigi Di Maio, capo politico M5s, conversando con l’Agi a Montecitorio. “Crediamo che il più grande errore sia stato quello di respingere il governo del cambiamento 48 ore fa. Ora ci sono due strade: o far partire il governo Conte con una soluzione ragionevole o si va al voto subito” osserva ancora Di Maio, di fatto replicando indirettamente a Salvini che vorrebbe votare in autunno e non a luglio.
Ore 11.50 – Lega: “Non ostacoleremo soluzioni rapide per affrontare le emergenze, ma al voto prima possibile”
“Dal 4 marzo per dare un governo al Paese abbiamo provato tutto, abbiamo rinunciato alle presidenze di Camera e Senato, alla presidenza del Consiglio. Abbiamo provato la strada con il centrodestra e poi con il M5s. A questo punto non ostacoleremo soluzioni rapide per affrontare le emergenze ma ridiamo la parola agli italiani il prima possibile”. E’ questa, a quanto si apprende da fonti leghiste, la posizione delle ultime ore del partito di Matteo Salvini sulla crisi di governo.
Ore 11.35 – Cottarelli attende sviluppi su esecutivo politico
In riferimento ad alcune ricostruzioni apparse sulla stampa, in ambienti vicini al presidente del consiglio incaricato Cottarelli si fa osservare: “Durante l’attività del Presidente del Consiglio incaricato per la formazione del nuovo Governo sono emerse nuove possibilità per la nascita di un Governo politico. Questa circostanza, anche di fronte alle tensioni sui mercati, lo ha indotto – d’intesa con il Presidente della Repubblica – ad attendere gli eventuali sviluppi”.
Ore 11 – Buffagni (M5s): “Una maggioranza parlamentare c’è, non voglio che la Trojka arrivi in Italia”
“Una maggioranza parlamentare c’è, non voglio che la Trojka arrivi in Italia. Salvini chiede il voto? Se non ci sono alternative e se non c’è un governo si vota…”. Lo dice il deputato M5S Stefano Buffagni arrivando a Montecitorio.
Ore 10.40 – Di Maio alla Camera
Ore 10.30 – Salvini: “Di Maio riapre? Non siamo al mercato”
La riapertura di Di Maio? Non siamo al mercato ed è anche una questione di dignità. Abbiamo provato a fare un governo con il centrodestra e poi con i cinque stelle ci hanno sempre detto no. Non svendiamo l’Italia”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini oggi a Pisa. “Leggo anche importanti commentatori che sui giornali mi chiedono di fare un gesto nobile chiedendo aiuto al Pd e allora voglio dire chiaro e tondo che noi non faremo mai un governo con Renzi e con il Pd”, ha concluso.
Ore 10 – Tajani: “Spero che non si vada a votare a luglio”
“Spero che non si vada a votare a luglio. Ve le immaginate la ricadute sull’affluenza? Si rischia un voto falsato”. Così in un’intervista al Corriere della Sera Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo. “Noi abbiamo fiducia nel capo dello Stato. Se Mattarella decide di sciogliere le Camere, allora la mia speranza è che si vada al voto col centrodestra unito. Non ci opporremmo alla nascita di un governo M5s-Lega, come abbiamo spiegato nelle settimane passate. Ovviamente, non voteremmo la fiducia a quel governo ma ci limiteremmo a sostenere in Parlamento solo i provvedimenti che ci convincono, quelli che stavano nel programma del centrodestra”.
Ore 9.50 – Il leghista Centinaio: “Per noi Savona è il ministro dell’Economia”
“Per noi Savona è il ministro dell’Economia”. Lo ha detto Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega al Senato, ad Agorà su Rai Tre. “Noi riteniamo che il curriculum del professor Savona sia all’altezza di stare in quella squadra di governo – ha proseguito Centinaio – e ci sembra alquanto poco avveduto il fatto di continuare a ragionare solamente su un nome. Noi abbiamo presentato una squadra di governo perché secondo noi quella è la squadra migliore per portare avanti quel programma”. “Se il curriculum del prof. Savona è imbarazzante, io penso che il curriculum del 99% della classe politica italiana mette in imbarazzo il nostro Paese”, ha concluso.
Ore 9.45 – Il leghista Centinaio: “Voto in estate? No. In Parlamento una maggioranza esiste”
“E’ utile tornare al voto d’estate? “Assolutamente no. Ed è proprio per questo che noi stiamo continuando a dire che noi siamo disponibili ad andare al governo”. Lo afferma Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega al Senato ad Agorà Rai Tre. “Noi – prosegue – continuiamo a dire che una maggioranza in Parlamento esiste”
Ore 9.30 – Cottarelli alla Camera dopo colloquio con il Colle
Il premier incaricato Carlo Cottarelli è rientrato alla Camera, dopo circa mezz’ora di colloquio informale al Quirinale.
L'articolo Governo, Lega non ostacolerà “soluzioni d’emergenza”. Di Maio: “Non sfiducia tecnica? Da prima Repubblica” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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