Al momento il rientro della stazione spaziale cinese Tiangong 1, in caduta libera verso la Terra, è previsto alle ore 2 di notte italiane, con un margine di errore di più o meno sei ore. Il periodo in cui potrebbe avvenire l’impatto dei frammenti, spiega l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione A. Faedo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, è quello compreso fra le ore 20 del primo aprile e le otto del mattino del 2 aprile. Tiangong 1 non cadrà su America settentrionale e centrale né su gran parte dell’Australia: sono queste le prime aree escluse dai possibili luoghi sui quali potrà avvenire il rientro della stazione spaziale, insieme a parte della Nuova Zelanda e al Madagascar. Comincia così a restringersi la vasta area di rischio compresa compresa fra 43 gradi di latitudine Sud e 43 gradi di latitudine Nord, ma secondo gli esperti il nuovo scenario lascia invariato, ossia ridotto allo 0,2% di probabilità, il rischio di un eventuale impatto sull’Italia.
Attualmente la Tiangong 1 si trova a una distanza da Terra compresa fra 166 e 176 chilometri e continua a scendere molto lentamente a causa delle condizioni estremamente tranquille dell’atmosfera, molto rarefatta, come indicano i dati dello Joint Space Operations Center del Comando Strategico degli Stati Uniti. L’impatto con l’atmosfera, previsto inizialmente per l’alba di Pasqua, è quindi slittato. A causa di questa lenta discesa è stato impossibile avere gli elementi per capire dove avverrà il rientro: l’area compresa fra il 43esimo parallelo Sud e Nord, include città come Madrid, Roma, Nuova Dehli, Hong Kong e Tokyo, tra le più popolose al mondo.
Per quanto riguarda l’Italia, la probabilità che il rientro nell’atmosfera della stazione spaziale cinese avvenga nei nostri cieli continua a essere molto basso, pari allo 0,2%, come hanno reso noto gli esperti dell’Agenzia spaziale italiana che fanno parte del tavolo tecnico tavolo di coordinamento tra Protezione civile, Enac, Enav, Aeronautica Militare e Difesa. Le regioni interessate potrebbero essere Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Umbria, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Le indicazioni per la popolazione – L’Agenzia Spaziale Italiana rileva infine che “sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica è possibile fornire alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione”: poiché è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, è più sicuro stare in luoghi chiusi e nei piani bassi, lontano da finestre e porte vetrate, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti o vicino alle colonne. Poiché alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all’impatto e contenere idrazina, si consiglia di non toccarli, di tenersi alla distanza di almeno 20 metri e di segnalarne immediatamente la presenza alle autorità.
L'articolo Stazione spaziale cinesi, cadrà nella notte tra 1 e 2 aprile. Fuori pericolo America e Australia, in Italia probabilità dello 0,2% proviene da Il Fatto Quotidiano.
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