“All’Italia serve un governo istituzionale con tutti. Ma non di professori”. Alla vigilia della direzione Pd, ma sopratutto dell’intervista di Matteo Renzi a “Che tempo che fa“, entra nelle già tormentate dinamiche del Partito democratico il ministro uscente allo Sviluppo economico Carlo Calenda. Intervistato a “In mezz’ora in più” infatti, lui che ha aderito al partito solo poche settimane fa, ha ribadito la sua idea di lavorare per “un governo istituzionale, aperto alla partecipazione di tutti i partiti non composto da figure dei partiti e con obiettivi che siano condivisi”, tenendo presente il rispetto “degli obblighi internazionali e che anche metta mano” alla “legge elettorale”. Calenda non ha voluto dare un’identikit del presidente del Consiglio, ma si è detto contrario “a un governo di professori. Oggi la grande questione è gestire la realtà e la teoria ha mostrato dei limiti enormi”.
Il ministro, da tempo molto attivo in rete, cerca sempre di più di accreditarsi come leader interno, anche se nega di aspirare a qualsiasi ruolo ufficiale. Ma intanto, solo pochi giorni fa, ha detto di essere pronto a stracciare la sua nuova tessera se ci sarà l’alleanza tra 5 stelle e Partito democratico. Oggi, durante l’intervista, ha ribadito quelli che sono secondo lui gli elementi che allontanano i dem dai grillini. “Il primo è che un Movimento che ha fatto della sua pretesa superiorità morale l’elemento distintivo. Ha passato l’ultima legislatura a dire ‘voi del Pd siete sostanzialmente dei farabutti'”. Quindi, “il principio che io rappresento gli onesti e tu i delinquenti rende molto difficile la compatibilità di governo. Il secondo elemento – ha proseguito Calenda – è il fatto che il M5s ha una leadership carismatica, che non è Di Maio, ma Grillo e Casaleggio”. Per cui, ha sostenuto ancora, “oggi il Pd in un governo presieduto da Di Maio che ruolo potrebbe avere se non quello di fare la ruota di scorta? Io non sono stato votato, ma ho fatto la campagna elettorale per il centrosinistra: io non saprei come spiegarlo ad un elettore di centrosinistra che questa è la soluzione. Se la soluzione deve essere quella di assumersi una responsabilità, allora tutti la assumano, facendo tutti un passo indietro, magari lavorando su un governo istituzionale, che rifletta la situazione: nessuno ha vinto, certamente il Pd ha perso ma nessuno ha vinto”.
Nel merito delle proposte fatte da Di Maio, Calenda ha detto che non c’è nessun tipo di affinità. Ad esempio, per quanto riguarda la reintroduzione dell’articolo 18? “Sarebbe sbagliato farlo”, ha detto difendendo quella che definisce “la linea riformista” del Pd.
L'articolo Governo, il ministro Calenda: “All’Italia serve un governo istituzionale con tutti. Ma non di professori” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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