Luigi Fiorillo, già commissario governativo, legale rappresentante e amministratore unico di Ferrovie Sud Est, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza – insieme ad altre undici persone – per un crac da 230 milioni di euro della società pugliese di trasporti. Gli indagati – tutti ai domiciliari – sono accusati, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale. I fatti contestati si riferiscono agli anni 2001-2015, fino a quando la società è stata commissariata. Oltre agli arresti, è in corso di una misura interdittiva e di sequestri tra Bari, Lecce, Roma, Bologna e Maglie.

Nell’inchiesta, coordinata da un pool di pm della Procura di Bari, sono indagate in totale 29 persone fra imprenditori, dirigenti e progettisti di Fse. Stando alle indagini della magistratura barese Fiorillo, in concorso con consulenti e funzionari della società e imprenditori, avrebbe dissipato o distratto fondi per centinaia di milioni di euro nell’arco di circa 10 anni falsificando bilanci ed esternalizzando servizi senza fare gare d’appalto.

Ferrovie Sud Est è una società interamente partecipata dal ministero dei Trasporti, concessionaria per la Regione Puglia del servizio ferroviario, acquistata circa un anno fa da Ferrovie dello Stato e attualmente sottoposta a procedura di concordato preventivo in continuità.

L'articolo Ferrovie Sud Est, dodici arresti per il crac da 230 milioni di euro: c’è anche Luigi Fiorillo. Ventinove indagati proviene da Il Fatto Quotidiano.



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