Il cantiere del Tap come il Tav: sito di interesse strategico nazionale. Chi protesta impedendo l’accesso o ne travalica i confini senza autorizzazione rischierebbe l’arresto da tre mesi a un anno. Mentre in Salento la tensione resta alta dopo un mese di proteste per l’istituzione della “zona rossa” attorno all’area in cui la multinazionale sta realizzando il tunnel nel quale verrà interrato il tubo che trasporta il gas, il governo ha presentato un emendamento alla legge di Bilancio che equipara il gasdotto all’Alta velocità Torino-Lione. Così avrebbe voluto l’esecutivo, ma il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia, lo ha dichiarato inammissibile in apertura dei lavori.

Nel frattempo però si era già sollevato un caso politico perché la norma rischiava di inasprire i rapporti tra l’esecutivo e il governatore della Puglia, Michele Emiliano, già ai ferri corti con il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, sul piano ambientalista Ilva e con Claudio De Vincenti, da sempre favorevole del gasdotto. Contro il tentativo del governo, si era schierato anche il Movimento Cinque Stelle, definendolo un “colpo di mano”: “È inaccettabile che un’opera inutile, anzi dannosa come il gasdotto Tap venga inclusa tra quelle considerate strategiche”, affermano in una nota i deputati pentastellati.

“No alle procedure speciali e alla militarizzazione dell’area di Melendugno. Una modifica di questo genere, evidentemente ordinamentale, non può entrare nella manovra. Inoltre – concludono – sarebbe l’ennesimo abuso di una politica che scavalca qualunque processo democratico e calpesta le comunità locali in ossequio alle grandi lobby delle fossili”. Contrario anche il capogruppo di Sinistra Italiana, Giulio Marcon, per il quale l’emendamento è “una forzatura inaccettabile” e “un esplicito attacco alle proteste popolari di questi mesi verso un’opera sbagliata e inutile e che deturpa il territorio”.

La decisione del governo guidato da Paolo Gentiloni rischiava di esasperare gli animi nel Salento, dove la protesta contro il Tap ha ripreso vigore nelle ultime settimane. Un mese fa, in coincidenza con la ripresa dei lavori, il prefetto di Lecce Claudio Palomba aveva istituito una “zona rossa” accessibile solo con pass e dichiarato una porzione di territorio “nelle disponibilità della polizia”, sfruttando un regio decreto di epoca mussoliniana. Subito dopo erano comparsi cancelli e filo spinato a protezione del cantiere, poi smontati negli scorsi giorni.

Ad appesantire il clima, la radicalizzazione delle proteste e il “pugno duro” dello Stato per fermarle. Nelle ultime settimane, sono state danneggiate la sede della Federazione provinciale del Pd a Lecce e la sede di Carpignano. Scritte contro il Tap sono comparse anche davanti al circolo di Martano, dove era in programma un incontro con il vice-ministro dello Sviluppo Economico, Teresa Bellanova.

L’ex sindacalista leccese è stata pesantemente contestata e insultata, ricevendo la solidarietà dei parlamentari dem pugliesi e del sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, che parla di “attacco personale con insulti o lanci di oggetti”. Risale allo scorso week end, invece, la manifestazione non autorizzata nella zona del cantiere da parte di una cinquantina di No Tap, trattenuti a lungo in questura e denunciati a piede libero. Diversi anche i fogli di via consegnati a persone ritenute legate ad ambienti anarchici e arrivati nel Salento in occasione di alcuni momenti di protesta che si sono tenuti tra il capoluogo e Melendugno.

L'articolo Tap, emendamento del governo: “Opera strategica”. Chi protesta rischia l’arresto. Ma commissione Bilancio: ‘Inammissibile’ proviene da Il Fatto Quotidiano.



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