Continua a salire, anche se lievemente, l’indice di contagio del coronavirus nel nostro Paese. Secondo il consueto monitoraggio dell’Iss, relativo al periodo 26 aprile-2 maggio, l’Rt si attesta a quota 0.89, in aumento rispetto allo 0,85 di venerdì scorso e al dato ancora precedente (0.81). Va ricordato però che l’indice si basa solo sui casi sintomatici e l’attuale stima ancora non riesce a fotografare le conseguenze delle riaperture disposte il 26 aprile (bisogna aspettare almeno 14 giorni prima che gli eventuali nuovi contagi vengano intercettati). Segnali positivi arrivano invece dall’incidenza per 100mila abitanti che continua a calare, passando dai 146 positivi su 100mila di una settimana fa a 127 su 100mila (circa la metà rispetto al limite di 250 che fa passare direttamente in zona rossa).

È sulla base di questi dati che, nelle prossime ore, la cabina di regia covid istituita dal governo deciderà quali regioni devono cambiare colore. Una delle ipotesi più accreditate è che a partire da lunedì nessuna regione si troverà più in zona rossa: la Valle d’Aosta, infatti, l’unica rimasta nella fascia di rischio più alta, dovrebbe slittare in zona arancione a partire da lunedì. Puglia, Calabria e Basilicata sperano invece nel giallo, mentre la Sardegna resta in bilico. Dubbi sul Veneto, che ha un Rt a un passo dalla zona arancione (0,95) ma bassa incidenza e un tasso di occupazione dei posti letto inferiore al 15%, come ha fatto sapere l’assessora Manuela Lanzarin.

L'articolo Coronavirus, il monitoraggio Iss: indice Rt in lieve aumento, ora è a 0,87. Attesa per i nuovi colori delle regioni proviene da Il Fatto Quotidiano.



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