Con Farage “siamo già in parola. Come con gli olandesi, i francesi e i tedeschi. Abbiamo vedute comuni anche con ungheresi e polacchi pur appartenendo a famiglie diverse. Possiamo fare davvero la rivoluzione in Europa”. Così il vicepremier Matteo Salvini, in un’intervista a La Stampa, delinea le strategie della Lega in vista delle elezioni Europee di domenica 26 maggio. È l’alleanza che il Carroccio sogna per cambiare la Ue: Wilders, Le Pen, AfD, forse pure Orban. Mentre in Italia, assicura il ministro dell’Interno, il governo non cambierà perché con il premier Giuseppe Conte “lavoro bene” e questo “è quello che conta”, ha rimarcato.
Salvini ora gioca a fare il moderato: “Sono in modalità zen“, assicura. Il leader della Lega anzi critica il M5s per i troppi attacchi, ultimo in ordine di tempo quello di Luigi Di Maio dopo l’idea del Carroccio di cancellare il reato di abuso d’ufficio: “Di Maio me ne dice di tutti i colori. Ma ho deciso di non rispondere“, replica Salvini a La Stampa. Una strategia per l’ultima settimana di campagna elettorale che il ministro dell’Interno ha imposto anche al resto del partito: “Ho detto ai miei ministri di non rispondere e di continuare a lavorare a testa bassa”.
“D’accordo – ammette Salvini – Gli attacchi dispiacciono. Uno se li aspetta dal Pd o da Berlusconi. Sentirli arrivare dagli alleati di governo è strano”, aggiunge. Giorgetti “è un po’ più arrabbiato di me. Lo capisco”, continua il ministro dell’Interno. Che però sul fatto che per i Cinquestelle sui rimpatri Gentiloni abbia fatto meglio, non riesce a non ribattere: “Questa è meravigliosa. Spero che nessuno abbia nostalgia del passato. È chiaro che sul tema rimpatri il ruolo dell’Unione europea sarà importante. Al momento mi limito a constatare che con me al ministero per la prima volta le espulsioni sono state il doppio degli arrivi“. Salvini poi assicura di non avere nostalgia del passato: “Non guardo indietro. Con Forza Italia amministriamo magnificamente in molti comuni. Ma sul governo ho dato la mia parola“.
Sul fronte Europee, il leader della Lega spera che “domenica vada a votare una valanga di persone per cambiare le cose”. “A Bruxelles sono nervosi, mi fa piacere”, prosegue Salvini replicando alle accuse di Guy Verhofstadt (Alde) che i sovranisti, dalla Lega a Le Pen e Farage, sono a libro paga di Putin: “Ho sempre detto che le sanzioni alla Russia hanno aggravato il problema. Lo dico non perché mi pagano i russi ma perché è un dato di fatto“.
L'articolo Salvini: “In Italia mi fido di Conte. In Europa sono già in parola con Farage: insieme rivoluzioniamo l’Ue” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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