L’accordo sui movimenti secondari dei migranti tra Angela Merkel e Horst Seehofer salva il governo tedesco ma è un problema per l’Italia. I tre punti con cui la cancelliera e il ministro dell’Interno bavarese hanno chiuso la crisi politica che era arrivata a un passo da far saltare la maggioranza a Berlino prevedono l’istituzione di centri di transito per riconoscere i richiedenti asilo già registrati in un altro Paese e rimandarli indietro, tramite accordi bilaterali come quelli firmati con Grecia e Spagna. Ma per chi come l’Italia un’intesa con la Germania non ce l’ha e non la vuole, significa che i migranti passati dal nostro territorio verranno bloccati al confine con l’Austria, con la conseguenza prevedibili e già annunciata da Vienna di “attuare misure per proteggere i nostri confini meridionali”. Tradotto, la probabile chiusura del Brennero.
In realtà il “buon compromesso“, come lo ha definito la Merkel, raggiunto tra lei e il leader della Csu deve essere ancora approvato dall’altro partner della coalizione. I socialdemocratici della Spd sono rimasti alla finestra durante la crisi sui migranti ma ora potrebbero intervenire per mettere nuovi paletti. Andrea Nahles, la nuova leader del partito, ha già condannato i “tentativi di ricatto” di Seehofer e affermato che “la Csu sta paralizzando Germania ed Europa”. “Ci sono ancora molti interrogativi da chiarire”, ha detto Nahles dopo la notizia dell’accordo raggiunto. Dell’intesa i tre partiti della coalizione torneranno a parlare dalle 18 nella sede della cancelleria. E i giovani socialdemocratici, guidati da Kevin Kuehnert, spingono per un chiaro “no” all’ipotesi di istituire centri di transito.
Ma cosa prevede il compromesso che secondo Merkel tutela “lo spirito dell’Unione europea e, allo stesso tempo, intraprende passi decisivi verso il controllo dei movimenti secondari“? Si partiva dalla volontà di Seehofer – il casus belli della crisi – di respingere ai confini tedeschi i richiedenti asilo già registrati in altri Paesi. Dopo il colloquio di lunedì sera, mediato dal presidente del Bundestag, Wolfgang Shaeuble. L’accordo raggiunto, in punta di diritto una rigida applicazione del Trattato di Dublino, vuole “limitare i flussi secondari che minacciano Schengen” e riguarda poco più di 18mila persone dall’inizio dell’anno.
Il testo è stato riassunto in tre punti. Innanzitutto al confine tra Germania e Austria sarebbe attuata una nuova politica, per garantire “che sia impedito ai richiedenti asilo le cui procedure di asilo sono responsabilità di altri Paesi dell’Ue di entrare” in Germania. E’ la premessa che fa da cappello alle due misure successive. Alla frontiera saranno istituiti centri di transito, dove i migranti saranno obbligati a restare: da qui, i richiedenti asilo saranno poi rimandati direttamente nei Paesi che sono responsabili delle loro domande, previo consenso degli Stati coinvolti sulla base di accordi amministrativi. Quelli che la Merkel ha stretto con Madrid e Atene, ma che sono in dirittura d’arrivo anche con altri Paesi dei Balcani. Per trattenere i profughi in zone neutre, Berlino dovrà adottare un espediente giuridico simile a quello che esiste da anni negli aeroporti, “la finzione del non-arrivo”. Perché in base alle leggi internazionali – su cui Merkel ha sempre mantenuto il punto – chiunque metta piede nel Paese, ha comunque diritto a una richiesta di asilo. Così quelle norme verrebbero aggirate.
Poi c’è il terzo punto, quello che inguaia l’Italia: nel caso questi accordi con Paesi terzi non potessero essere raggiunti, le persone sarebbero comunque respinte al confine “sulla base di un accordo con l’Austria”. Una notizia che a Vienna non è stata accolta con troppo entusiasmo: il cancelliere Sebastian Kurz, il vice-cancelliere Heinz-Christian Strache e il ministro degli interni Herbert Kickl hanno dichiarato di attendere un rapido chiarimento da Berlino. E “se questa dovesse essere la posizione del governo – si legge nella dichiarazione del governo – dovremmo provvedere a mettere in piedi della misure per tutelare l’Austria e la sua popolazione e il governo è pronto ad attuare misure per proteggere i nostri confini meridionali”. Senza un’intesa tra Roma e Berlino, l’Italia rischi quindi di trovarsi i respingimenti direttamente al Brennero. Sempre che nel frattempo non arrivi il veto all’accordo della Spd.
L'articolo Germania, l’accordo sui migranti salva il governo ma è un problema per l’Italia. Vienna: “Proteggeremo i confini a sud” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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